«In Abruzzo treni vecchi e poco veloci»

15 Febbraio 2024

Legambiente presenta a Pescara il nuovo rapporto “Pendolaria” con tutti i nodi ancora da sciogliere

PESCARA. «Mentre il numero dei viaggiatori anche in Abruzzo torna a salire, nell’ultima legge di bilancio approvata lo scorso dicembre, per la prima volta dal 2017 non sono stati neanche previsti fondi per il trasporto rapido legato a metro, tramvie e filovie, così come per piste ciclabili e mobilità dolce».
È quanto evidenzia Legambiente Abruzzo nel nuovo report di Pendolaria, illustrato ieri a Pescara il 21 e 22 febbraio prossimi. Il documento racconta, in sintesi, «di un Paese caratterizzata da nodi irrisolti tra ritardi, convogli vecchi e lenti, e un divario sempre più forte tra nord e sud su qualità e quantità del trasporto su ferro. Grande dimenticato è il Mezzogiorno. Qui le corse dei treni regionali e l’età media dei convogli sono ancora distanti dai livelli del resto d’Italia».
Legambiente focalizza l'attenzione sull'Abruzzo «dove i treni restano tra i più vecchi, con l’età media dei convogli a 18,1 anni, in calo rispetto ai 19.5 del 2021, ma ancora molto lontana dai 14,6 anni del Nord, mentre si incrementa di poco rispetto all’anno precedente il numero di corse totali che passa da 197 a 211. Nella nostra regione sono 553 i km di linee a binario unico, l’81,8% del totale di 676 km, mentre non sono elettrificati 206 km, pari al 30,5% del totale». Altra nota dolente, riguarda le linee ferrovie «chiuse e sospese ormai da anni come la linea Sulmona - Carpinone, utilizzata solo per la circolazione dei treni turistici, e la linea Marina di San Vito - Castel di Sangro, che risulta ancora armata ma in carente stato di manutenzione».
«Bisogna accelerare il passo», dichiara Silvia Tauro, presidente di Legambiente Abruzzo, «gli investimenti per il nostro Paese e la nostra Regione, devono partire dalle infrastrutture prioritarie: nuove linee ferroviarie a doppio binario ed elettrificate, treni moderni e veloci, interconnessioni tra i vari mezzi di trasporto e con la mobilità dolce, garantendo accessibilità e uno spostamento dignitoso, civile, con opere in accordo con gli interessi del territorio».
«Il Governo Meloni non rincorra inutili opere come il Ponte sullo Stretto di Messina», aggiunge Gianluca Casciato, vicepresidente regionale, «ma pensi ai reali problemi di mobilità del Sud Italia e dell’intero Paese. Oggi la vera sfida da realizzare al 2030 è quella di un cambiamento profondo della mobilità nella direzione della decarbonizzazione e del recupero di ritardi e disuguaglianze territoriali. Ci auguriamo non sia solo spot elettorale la notizia del recupero delle risorse per la Roma - Pescara di 620 milioni di euro, a valere sul Fondo di sviluppo e coesione, annunciata all’Aquila durante la firma dell’Accordo di coesione da presidente Meloni, dopo lo stralcio dei finanziamenti dal Pnrr».
«L’annuncio fatto dalla Meloni», conclude Donatella Pavone, direttrice Legambiente Abruzzo, «rimette al centro del dibattito pubblico un’opera fondamentale per la nostra Regione, mentre siamo ancora in attesa dell’elettrificazione della linea Sulmona - L’Aquila ed è stato definitivamente archiviato per inattuabilità tecnica il progetto di circolazione di treni ad idrogeno verde sulla Terni - Sulmona. Il rilancio di questo progetto, insieme alla firma del nuovo contratto di servizio decennale tra la Regione Abruzzo e Trenitalia, valutato 845 milioni di euro, delineano un possibile scenario favorevole per la nostra regione al 2030».
©RIPRODUZIONE RISERVATA