In aereo a Capo Nord per promuovere le bellezze d’Abruzzo

Iniziativa dell’Aeroclub: 11 piloti e un fotografo con tre mezzi raggiungeranno 8 Paesi per far conoscere la nostra regione
PESCARA. «Viennesi, incominciate a conoscere gli italiani!». Se questo fu l’incipit dei volantini che il pescarese Gabriele d’Annunzio buttò dall’aereo sul quale viaggiava durante la celebre trasvolata su Vienna nel 1918, l’impresa che fra qualche mese lancerà l’Aeroclub Pescara “Raffaele Breda” potrebbe ricalcare il volantino quasi centenario, sostituendo «italiani» con «abruzzesi». Già, poiché sarà questo lo scopo della missione "2 North", che dal 20 al 30 giugno prossimi 11 piloti, più un fotografo che immortalerà le gesta, con tre aerei monomotori (con quattro posti ciascuno), porteranno a termine, non solo in Austria, ma anche toccando i suoli di Ungheria, Polonia, Lituania, Estonia, Lettonia, Norvegia e Danimarca, tra andata e ritorno, nel viaggio che da Pescara porterà a Capo Nord, in Norvegia. L’obiettivo sarà di promuovere l’avioturismo in Abruzzo, con questo viaggio che, patrocinato da Regione, Comune e Provincia, si dovrebbe compiere, secondo i calcoli, in 16 ore in andata e 16 ore in ritorno, intervallate da tratti di 6 ore. Sì, poiché per promuovere l'Abruzzo verranno allestite delle soste dove ad attendere i tre aeroplani ci saranno, per ciascuna tappa, un comitato di accoglienza.
Un settore, questo dell’avioturismo, in Abruzzo poco sviluppato, come ha fatto sapere il presidente dell’Aeroclub Pescara, Cristiano D’Ortenzio, durante la presentazione del progetto che si è tenuta ieri mattina all’aeroporto d’Abruzzo, in un incontro al quale hanno preso parte anche altri piloti e istruttori di volo, come Luciano Di Renzo, Giuseppe Mansi, Emanuele Iaccheo, Stefano Marzoli, Tommaso Gallucci, oltre alla consigliera comunale Tiziana Di Giampietro, in rappresentanza del Comune, e Annalisa Palozzo, consigliera provinciale. «Sono circa 20 gli aerei che ogni anno per avioturismo vengono da noi», ha spiegato D’Ortenzio, che alle spalle ha ormai già 300 ore di volo. «E ora noi, con questa iniziativa, cercheremo di rilanciare questo settore, cercando di far conoscere il territorio abruzzese», ha rimarcato il presidente dell’Aeroclub. «Nel nostro viaggio», ha fatto sapere D’Ortenzio, «porteremo anche un’ampolla d’olio come prodotto tipico locale». Insomma, una sorta di controcanto al paventato abbandono di alcune rotte da parte di Ryanair, l’iniziativa dell’Aeroclub, in cui il numero degli aerei, seppur a una sola elica, dovrebbero aumentare sul territorio.
«Sarebbe auspicabile», ha aggiunto la consigliera comunale Di Giampietro, «che per sviluppare il turismo regionale, si organizzassero anche dei trasporti aerei interni per condurre il turista da una località all’altra».
Un turismo dunque più d’élite, in Abruzzo? Non proprio, sottolineano dall’Aeroclub. «Per acquistare un aereo», osserva l’istruttore di volo Iaccheo, «possono bastare anche quindicimila euro».
Ossia, il costo più o meno di un’utilitaria. Anche se a questo, si deve aggiungere il costo di un corso per diventare piloti (bastano 16 anni): più o meno 10mila euro, per 45 ore di lezione.
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