In battello lungo il fiume per scoprire l’altra Pescara

Inaugurato il catamarano Fiumare Abruzzo con l’approdo al pontile L’Ancora Può ospitare fino a 16 persone. Il costo è di 10 euro per un’ora e mezzo di viaggio
PESCARA. Ha il nome di un eroe risorgimentale il gentile signore innamorato del fiume Pescara – «nonostante tutto» – che si è lanciato nell’impresa di portare turisti e cittadini alla scoperta del corso d’acqua e della sua fauna, insospettabilmente ricca, della flora che resiste agli scarichi, nonchè di scorci bellissimi e orribili della città, navigando sul suo Fiumare Abruzzo. Così Oberdan Caposano ha battezzato il suo catamarano a motore rosso fiammante lungo 7,5 metri che dal pontile L’Ancora, sulla golena nord ora chiamata Lungofiume dei Poeti (l’approdo è posizionato sotto ai palazzi della questura) questa estate e per tutto ottobre solcherà il fiume risalendo fino all’altezza della Fater, anche se – «rimuovendo facilmente dei pericolosi ostacoli», osserva il nostromo – potrebbe arrivare fin sotto l’ippodromo di San Giovanni Teatino.
Ma per ora Oberdan si accontenta, anche perché il suo progetto interessa l’acqua dolce ma anche quella salata: l’imbarcazione infatti prevede anche gite nello specchio di mare fino alla Costa dei Trabocchi, oltre ad attività di pesca sportiva, escursioni al tramonto e in notturna, bagni al largo. Sul fiume si può viaggiare in 16, nell’Adriatico in 10, con biglietti da 10 euro di media per un’ora e mezza di giro, con diversi pacchetti turistici con offerte in convenzione con stabilimenti balneari e agenzie nonchè per attività didattiche per le scolaresche (info: 388/1284539).
Avere una barca per accompagnare i villeggianti e gli abruzzesi sul Pescara è un sogno che Oberdan Caposano coltiva da tempo. Questo «uomo di fiume a tutti gli effetti e per scelta», come si definisce, è nato in Venezuela, figlio di emigranti tornato a vivere in Abruzzo, a Città Sant’Angelo, una quarantina di anni fa. E da allora ha messo su una società di servizi nautici all’Ancora, concessionaria per l’ormeggio di imbarcazioni da diporto sul fiume. Nell’alluvione del 2013 la sua attività ha riportato danni, così lui si è dovuto rimboccare le maniche e ricominciare. E ha voluto cogliere la sfortunata occasione per dare corpo al suo sogno. «Ho approfittato dei contributi regionali a fondo perduto per il turismo», racconta, «e con mio figlio Fabio e mia moglie Giuliana ci siamo buttati: abbiamo comprato la barca e sistemato il resto. Non è stato facile, ma ora vedo un buon futuro, lo vedo guardando mio figlio». Un giovane biondo e attivissimo, che si è occupato anche di allestire una accurata pagina Facebook con le varie informazioni sul servizio.
I contributi di cui parla Oberdan per il suo “Progetto Fiumare Abruzzo” sono quelli stanziati per le start up di servizi turistici innovativi finanziati dalla Regione con i fondi per lo Sviluppo e la cooperazione. Sessantaquattromila euro in totale per l’impresa, di cui il 70 per cento stanziato dall’Ente e il restante 30 per cento dal privato, «anche se poi è servito molto più denaro», rivela Caposano.
E sentendolo un po’ proprio, visto l’impegno della Regione, il governatore Luciano D’Alfonso ha voluto essere presente per il taglio del nastro e il giro inaugurale sul fiume (timonato da lui stesso per un breve tratto) del catamarano. E guardando Pescara dal suo fiume il presidente ha lanciato anche un paio di idee «per il recupero della dimensione estetica, da affiancare a quella ludica sull’acqua che pure produce reddito», ovvero la «lionizzazione dei piloni della superstrada» (a Lione un superbo impianto di illuminazione dà un senso “artistico” alle identiche strutture di cemento) con tanto di «colori su ognuno». Poi, guardando il fatiscente scheletro dell’inceneritore, D’Alfonso ha parlato di «auspicabile uso corretto delle ruspe». E dopo il brindisi ha proposto al sindaco Marco Alessandrini e al vice Enzo Del Vecchio di premiare con il Ciattè d’Oro «il coraggioso imprenditore Oberdan» (che è arrossito schermendosi), ricordandolo poi all’approdo al presidente della Camera di Commercio Daniele Becci rimasto a terra. Mentre con il presidente della Provincia Antonio Di Marco inevitabile qualche cenno sulle potenzialità del fiume, navigabile fino alle sorgenti a Popoli, ma interrotto dalla mano dell’uomo.
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