In cammino per la ricostruzione Legnini: «Qui l’avvio dei cantieri»

Partenza da Campotosto, oggi l’arrivo ad Amatrice: un viaggio simbolico tra i luoghi devastati Il Commissario: «Adottate misure per pratiche veloci. Interverremo sugli aggregati inadempienti»
CAMPOTOSTO. Campotosto. Domenica 22 agosto. Mattina. Cielo limpido. Caldo ma non troppo. Lago più sonnacchioso che mai. Non c’è un filo di vento ma la siccità di questa torrida estate non ha spezzato l’incanto del verde intenso della vegetazione. Sul perimetro dell’invaso artificiale sostano centinaia di roulotte tanto che qualcuno ironizzando – ma non troppo – ha già ribattezzato il paese Campertosto. Negli ultimi anni, nei momenti più difficili, a tenere a galla l’economia di questo borgo a 1400 metri sul livello del mare ci hanno pensato i “Cammini”, un turismo lento che trova il tempo di apprezzare il paesaggio, la buona cucina, la sosta notturna, magari non da hotel a 5 stelle, ma dignitosa quanto basta e a prezzi contenuti. E ieri alle 9 in tanti si sono dati appuntamento per un “Cammino” speciale da Campotosto ad Amatrice.
QUEL 24 AGOSTO 2016. Cinque anni fa, alle 3.36 del 24 agosto 2016, questa area d’Abruzzo sembrava essere stata inghiottita per sempre. Sparita sotto i colpi del terremoto (che finì il “lavoro” già fatto dal sisma del 2009), con una popolazione ridotta ai minimi termini e psicologicamente piegata. E non era ancora finita.
SCOSSE E NEVE. Nel gennaio del 2017 altre scosse e nevicate copiose diedero un colpo “mortale” anche a quei pochi che avevano deciso di resistere. I primi 4 anni post sisma 2016 sono stati gli anni della “sopravvivenza”. Molti si sono chiesti, come i cafoni di Ignazio Silone, “che fare?”.
IL CAMBIO DI PASSO. La svolta c’è stata poco più di un anno fa quando Giovanni Legnini, nominato Commissario per il sisma 2016, ha cominciato a mettere mano a una situazione che sembrava senza via di uscita. Ieri mattina, puntuale alle 9, anche Legnini si è presentato al via della marcia. «Nei giorni scorsi abbiamo fatto un vasto giro nelle aree colpite dal terremoto, oggi siamo qui a Campotosto per toccare con mano l’avvio concreto della ricostruzione», ha detto il Commissario appena arrivato. E si è capito subito che i “giri” di Legnini sono l’occasione per fare il punto della situazione, comune per comune, borgo per borgo.
VERTICE IMPROVVISATO. Un caffè davanti al bar al centro della piazzetta diventa subito un summit: ci sono il sindaco di Campotosto, Luigi Cannavicci, il dirigente dell’ufficio speciale di Fossa, Raffaello Fico, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci. Ma ci sono soprattutto i cittadini. A Campotosto, a ottobre, si voterà per scegliere il sindaco e il nuovo consiglio comunale. È normale che ci sia un po’ di fibrillazione. Cannavicci ha annunciato che non si ricandiderà ma già si fanno i nomi dei suoi potenziali successori.
MESSAGGI DA LEGNINI. Legnini, con garbo e fermezza allo stesso tempo, lancia messaggi chiari. «Abbiamo messo in campo tutte le misure necessarie per una estrema semplificazione delle procedure, chi oggi dice che la burocrazia blocca le pratiche non dice il vero. Ora non c’è più tempo per le chiacchiere, ora voglio vedere i cantieri». Lo ripete più volte al sindaco e lo fa a voce alta così tutti possono ascoltare. L’ingegner Fico mette il dito sulla piaga: ci sono decine di aggregati dei quali gli uffici di Fossa e Teramo non hanno ancora traccia. E i tempi stanno per scadere. C’è ancora un anno per i proprietari degli edifici del centro storico per presentare le pratiche. Poi? E qui è ancora Legnini che col tono di chi vuole essere il più chiaro possibile è categorico: «Siamo pronti a commissariare gli aggregati inadempienti, se non lo farà il Comune lo faranno gli uffici speciali, se non lo fanno nemmeno loro lo farà il Commissario». Insomma, Campotosto deve rinascere, chi si mette di traverso avrà pane per i suoi denti. C’è chi borbotta: ma qui stanno commissariando il Comune. Da tempo, però, è chiaro che Campotosto da solo non ce la può fare. Il Comune non ha mezzi e personale per fronteggiare un lavoro che richiede uno sforzo immane. Il Commissario per il momento ha premuto l’acceleratore soprattutto sulla ricostruzione pubblica.
I LAVORI INIZIATI. Sono già partiti i lavori per il “belvedere” che prenderà il posto del municipio (che sarà ricostruito a poca distanza), presto si metterà mano anche alla chiesa ma soprattutto sono già pronti 3,5 milioni per i sottoservizi. Le attività commerciali, riposizionate 5 anni fa in strutture provvisorie sulla piazza, saranno localizzate per qualche mese altrove. E Legnini si sta preoccupando anche di questo. Chiede al primo cittadino che vengano trovate soluzioni – di intesa con gli interessati – e se serve è pronto a fornire mezzi e strutture. La farmacista Teresa Cocco avvicina il Commissario e con aria perentoria dice: «Io non mi sposto dalla piazzetta dopo la fatica che ho fatto per ricostruire una sede». Legnini non si scompone e ribatte: «Siamo qui per trovare soluzioni, le troveremo anche per lei con la collaborazione del Comune». Poi guarda Cannavicci e dice: «Adesso bisogna pensare alle frazioni (le principali sono Mascioni, Ortolano, Poggio Cancelli, ndc) nessuno deve restare indietro». Ricostruire è fondamentale, ma non basta. E il Commissario ci sta già lavorando: «Di recente è stato approvato in Parlamento un emendamento della onorevole Stefania Pezzopane, condiviso da tutti i gruppi parlamentari, che prevede una cabina di regia unica che si occuperà dello sviluppo».
ALTRA TAPPA. Alle 10,30 il “Cammino”, con Giovanni Legnini in testa, parte alla volta di Amatrice. Una immagine simbolica di un territorio che si rimette in marcia e ora guarda al futuro con più fiducia.
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