In campo con 11 stranieri e tre religioni diverse

La missione dell’associazione Spartak: giochiamo a calcio per l’integrazione Il presidente: nessuna rivalità tra italiani, svizzeri, senegalesi, romeni e brasiliani
MONTESILVANO. Una rosa di 28 ragazzi, 11 dei quali stranieri. La parola d’ordine per la Spartak 1972 è: integrazione perché sono 6 le nazionalità rappresentate con tre religioni diverse. La Spartak, associazione sportiva dilettantistica con sede legale a Montesilvano, in via Mologa, è stata fondata nel maggio del 1972 a Chieti da Arturo e Stefano Esposito. Ha disputato partite amichevoli e tornei amatoriali dal 1972 al 1992, per poi riprendere le attività nel 2007. Nell’agosto del 2012 si è costituita ed è stata registrata come associazione sportiva dilettantistica, aprendo anche agli atleti stranieri.
Un progetto molto particolare, che riunisce giovani, nati principalmente negli anni Novanta, di diverse nazionalità: italiana, svizzera, senegalese, ucraina, romena e brasiliana. «Il tutto con il supporto di calciatori nati negli anni Ottanta e Settanta», precisa il presidente Stefano Esposito. L’idea nasce dalla folta presenza di stranieri in città e dalla volontà di dare a tutti l’opportunità di praticare il gioco del calcio. «Tutto è gratuito, dalle tute ai borsoni. I ragazzi devono pensare solo a giocare. Sono tutti uguali: è il campo a decidere. E la disciplina è fondamentale», sottolinea. «Sono molto uniti, l’ambiente è ottimo e si vive in armonia».
La Spartak è attualmente iscritta al campionato di calcio Uisp, comitato di Pescara. «Per le partite casalinghe utilizziamo il campo comunale Galileo Speziale di Montesilvano. Ci alleniamo al campo Rampigna di Pescara», aggiunge il presidente, che rimarca: «Il nostro ideale di calcio si fonda sull’integrazione e la possibilità, per tutti, di praticare il ‘gioco più bello del mondo’ senza nessuna distinzione economica, di razza o sociale».
Integrazione e meritocrazia. Ma c’è di più. L’associazione ha, infatti, una funzione di «recupero sociale»: «Ci occupiamo», dice Esposito, «anche di ragazzi italiani e non che hanno avuto un vissuto difficile, cercando di sostenerli emotivamente, dimostrando loro l’importanza che hanno come persone».
Nazionalità diverse, religioni diverse. Nel segno dell’armonia. «Nella nostra squadra convivono giocatori di religione cattolica, islamica e ortodossa e di diverse etnie. Ma è un gruppo molto unico, anche al di fuori del mondo del calcio», conclude Esposito. «Vogliamo far crescere i ragazzi, partendo dall’attuale campionato Uisp serie B senior che stiamo disputando. Il nostro obiettivo è quello di una costante crescita dal punto di vista sportivo che ci permetta di essere sempre più competitivi e vincenti, con l’ambizione di partecipare anche a campionati federali Figc, sempre ricordando il nostro impegno civile e sociale».
La compagine sportiva, allenata da Marco Candeloro, è composta da: Florin Zaharia (capitano della squadra, Romania); Claudio Calista (Svizzera), Matteo Simone Catena (Pescara), Daniel Cartanese (Pescara), Oscar Luigi Cartanese (Pescara), Foster Castagna (Pescara), Davide Consoli (Tocco da Casauria), Domenico Cipollone (Pescara), Mbengue Daour (Senegal), Talla Dieng (Senegal), Matteo Esposito (Chieti), Michele Esposito (Chieti), Leonardo Falcone (Brasile), Ibra Fall (Senegal), Serhiv Kisil (Ucraina), Mark Ganzha (Ucraina), Silvio Innamorati (Pescara), Svyatoslav Luchyshyn (Ucraina), Lorenzo Marcucci (Atri), Alessandro Margiovanni (Pescara), Andrea Mariani (Chieti), Gueye Moustapha (Senegal), Andrea Scala (Nola), Giovanni Enrico Toffoli (Penne), Alessandro Troiani (Atri), Francesco Troiano (Pescara), Luca Trovarelli (Atri), Baba Wade (Senegal).
La Spartak è in cerca di sponsor per il prossimo campionato «per mantenere fede e dare continuità ai nostri ideali».
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