In carcere legge “L’uomo che sussurrava ai cavalli”

6 Febbraio 2017

VASTO. Alterna le lacrime a lunghi silenzi. Fabio Di Lello, in isolamento nel carcere di Torre Sinello, ha chiuso il mondo fuori dalla sua anima e continua a pensare a Roberta. Vive in un mondo tutto...

VASTO. Alterna le lacrime a lunghi silenzi. Fabio Di Lello, in isolamento nel carcere di Torre Sinello, ha chiuso il mondo fuori dalla sua anima e continua a pensare a Roberta. Vive in un mondo tutto suo dove c’è spazio solo per il dolore. Lo ha confermato ieri prendendo dalla biblioteca del carcere un libro che racconta un tragica storia fatta di incidenti, morte e amore , “L’uomo che sussurrava ai cavalli”. Il romanzo, da cui è stato tratto un film, racconta la storia di una ragazzina che ha affrontato il trauma della morte di un’amica e della perdita di un arto in seguito a un incidente a cavallo. L’uomo che riusciva a calmare i cavalli parlando loro a bassa voce, dopo aver aiutato la ragazza a superare i traumi e a tornare in sella, porrà fine alla sua vita facendosi colpire dagli zoccoli di uno stallone. Muore. È forse questo il desiderio di Fabio? I suoi cari lo temono. Il dolore continua a essere l’unico compagno di Fabio. Uno psicologo lo segue costantemente nel timore che possa compiere un gesto disperato. Anche i suoi avvocati, Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni, gli sono vicini il più possibile. Andreoni è stato con lui anche ieri mattina. Lo ha fatto camminare e parlare un po’ anche se è difficilissimo farlo distrarre. «È molto provato», conferma. «Piange moltissimo. Probabilmente comincia a capire quello che ha fatto. Sta male. Anzi, malissimo. Domani ( oggi per chi legge, ndc) tornerò a trovarlo e cercherò di farlo parlare di più. Ha bisogno di tirare fuori tutta la sua disperazione e tutto il suo dolore». Altro, l’avvocato non vuole aggiungere. Che Di Lello sia molto provato lo ha confermato il parroco della chiesa della Madonna del Sabato Santo. «Italo è morto, ma anche Fabio è morto. Ha bisogno di tanto aiuto. Fabio Di Lello va aiutato», ha insistito il sacerdote. (p.c.)