«In catene per i pazienti del Centro di salute mentale»

12 Marzo 2017

PESCARA. «L’assessore regionale Silvio Paolucci deve ridare speranza ai pazienti di psicoterapia. Oppure ci incateneremo sotto l'assessorato alla Sanità, in via conte di Ruvo». Claudio Ferrante,...

PESCARA. «L’assessore regionale Silvio Paolucci deve ridare speranza ai pazienti di psicoterapia. Oppure ci incateneremo sotto l'assessorato alla Sanità, in via conte di Ruvo». Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine Determinate aspetta un segnale dalla Regione sul caso dei venti pazienti in cura al Centro di Salute Mentale del distretto sanitario Pescara nord che da oltre due mesi reclamano la continuità settimanale delle cure, interrotte a gennaio dal direttore del Csm Marilisa Amorosi, senza alcuna spiegazione.

Domani, alle 13, Ferrante incontrerà l'assessore Paolucci, sollecitato più volte dall’associazione ad intervenire e ora interessato a capire la questione. «Gli racconteremo nei dettagli la vicenda di questi invisibili che stanno rischiando la vita, visto che alcuni non ricevono le cure dalla metà di dicembre». Ora hanno deciso di costituire un Comitato permanente a difesa dei diritti del cittadino, dopo aver presentato esposti alla magistratura e ai carabinieri dei Nas e scritto numerosi reclami all'azienda sanitaria.

Il vertice tra il portavoce dei pazienti del Csm e l'assessore regionale, che si terrà in via Conte di Ruvo, arriva a due giorni dall'annuncio del presidente della Commissione Salute della Regione Abruzzo, Mario Olivieri, di voler convocare i vertici della Asl per fare il punto su una vicenda «inqualificabile e vergognosa».

Per Ferrante la soluzione al problema è «molto semplice: basta dare esecuzione alle disposizioni di Trotta e Fortunato». Nelle settimane scorse, infatti, sia il capo del Dipartimento di Salute Mentale Sabatino Trotta che il direttore sanitario Valterio Fortunato hanno disposto di procedere al rispristino del vecchio sistema di prenotazioni delle visite, che prevedevano appuntamenti diretti tra pazienti e terapisti. Lo hanno fatto attraverso una serie di comunicazioni inviate sia alla Amorosi sia ad Assunta Ceccagnoli, responsabile dell'Urp- Cup. Ma i loro appelli sono caduti nel vuoto. In settimana, tra martedi e giovedi, è prevista la riunione della V Commissione presieduta da Olivieri. Ferrante auspica che una risposta agli appelli dei pazienti «arrivi al più presto dall'assessorato alla Sanità». In caso contrario, il presidente di Carrozzine appare determinato a seguire altre strade: «Prima ci incateneremo e poi occuperemo il Consiglio regionale», dice. (c.co.)

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