In centinaia per l’addio a Taborre: dolore per il campione di ciclismo

15 Settembre 2021

PESCARA. Le lacrime e il dolore composto di mamma Silvana, che accarezza la bara del suo Fabio, e di papà Marco. La benedizione di padre Guglielmo Alimonti con gli occhi umidi. L’abbraccio dei tanti...

PESCARA. Le lacrime e il dolore composto di mamma Silvana, che accarezza la bara del suo Fabio, e di papà Marco.
La benedizione di padre Guglielmo Alimonti con gli occhi umidi. L’abbraccio dei tanti amici, anche ex campioni di ciclismo, Danilo Di Luca, Luciano Rabottini, Roberto De Patre, Alessandro Proni, Giuseppe Fonzi, Ruggero Marzoli, Stefano Giuliani, Alessandro Spezialetti che non ha retto alla commozione quando «ho visto la foto di Fabio sulla bara».
C’era folla, tanta, ieri pomeriggio, alla basilica della Madonna dei Sette Dolori, ai funerali di Fabio Taborre, morto tre sere fa a soli 36 anni. In tanti lo hanno ricordato e pianto lì, ai Colli, dove Fabio è cresciuto. Ciclista professionista dal 2009 al 2015, vincitore del Gran Premio Città di Camaiore e del Memorial Marco Pantani nel 2011, quando indossava la maglia di Acqua & Sapone, Taborre, che viveva a Cappelle sul Tavo, si è spento a causa di una malattia.
Hanno portato la sua bara in spalla coloro che lo hanno conosciuto e amato per le sue doti umane e professionali. Tanti i messaggi di cordoglio, tra cui quelli degli organizzatori del Trofeo Matteotti che lo hanno ricordato come «l’ultimo abruzzese a occupare un posto sul podio nella storia di questo trofeo». (c.co.)