In cinquemila al Food Festival

Caramanico, bilancio positivo per la rassegna enogastronomica di tipicità
CARAMANICO TERME. Un successo la prima edizione del Food Festival inserito nel cartellone festivo dell'estate. Una rassegna enogastronomica, svoltasi il 19 e 20 agosto scorsi, che ha portato in paese circa 5 mila visitatori oltre ai turisti presenti, che ha espresso l'esperienza caramanichese nel campo del cibo locale.
«Lo spirito del Caramanico Food Festival» spiega il sindaco Simone Angelucci, «ha rappresentato una vetrina sul cibo e le tradizioni della Majella, Decine di stand e occasioni di degustazione diffusi nell'isola pedonale e nelle piazze del paese, un evento fatto di un “Menù tradizionale diffuso”, con il quale il visitatore ha trovato un'offerta gastronomica completo nell'ambito dell'intero percorso, ma anche un viaggio nelle tradizioni e nel ciclo agrario, con i piatti tipici di Natale, Pasqua, delle feste in famiglia. La cucina tradizionale» prosegue Angelucci, «può essere un'occasione comunicativa unica, il modo di raccontarsi al visitatore che diventa forma di accoglienza e di espressione identitaria: non è solo l'occasione del buon cibo», va avanti il sindaco, che è anche veterinario ed esperto di filiere agrozootecniche, «ma è soprattutto un contesto e un pretesto favorevole per parlare di sé, della propria terra, e generare esperienze per i nostri ospiti».
Dai punti espositivi dei prodotti locali agli stand di degustazione tematici, il visitatore è stato invogliato a provare sensazioni esclusive, anche proprie delle altre stagioni caramanichesi. Si è trattato dunque di un viaggio anche nel tempo, alla scoperta di prodotti della tipicità territoriale e delle tradizioni che si sta cercando di salvare. «I cooking show e i food lab per i bambini», fa notare Angelucci, «hanno poi creato le giuste occasioni di divertimento e di apprendimento e soprattutto sono state lo stimolo per una importantissima connessione generazionale: insegnare ai bambini a fare il pane, a cuocere le pizzelle con il ferro o dedicare loro il tempo necessario per spiegare l'origine del miele, della farina e dei prodotti dell'agricoltura tradizionale è significato affiancare nonne e zie ai giovani che dovranno custodire gelosamente le ricchezze della tradizione». Ci sono stati più di 30 stand di degustazione, decine di punti espositivi. (w.te.)
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