In città ancora 60 migranti «Ma verranno integrati»
MONTESILVANO. Quanti sono gli immigrati in città? A quali nazionalità appartengono e dove sono dislocati anche considerando che alcune strutture alberghiere non accolgono più queste persone? Che tipo...
MONTESILVANO. Quanti sono gli immigrati in città? A quali nazionalità appartengono e dove sono dislocati anche considerando che alcune strutture alberghiere non accolgono più queste persone? Che tipo di strutture di accoglienza sono attive e dove? Maragno ha fatto chiarezza su questo punto: «Con la chiusura dei due Cas, i centri di accoglienza straordinaria che hanno accolto quasi 500 persone tra gli Hotel Ariminum ed Excelsior, attualmente sul territorio di Montesilvano sono presenti circa 60 migranti, tra uomini, donne e bambini, ospitati nelle strutture dello Sprar, il Sistema di protezione rifugiati e richiedenti asilo. Abbiamo optato per questa tipologia di accoglienza, la sola capace di controllare il numero dei migranti presenti sul territorio, fissando un tetto massimo di 161 persone; di individuare una serie di strutture disseminate su tutto il territorio comunale e dare quindi vita a un’accoglienza diffusa, senza possibilità di concentrazioni e tutelando le aree prettamente a vocazione turistica e commerciale di Montesilvano». Ma come vivono queste persone? Secondo Maragno, «i migranti che vengono accolti negli Sprar, rispetto a quanto succedeva prima, con i centri di accoglienza straordinari, vengono integrati nel tessuto sociale cittadino. Lo Sprar stesso presuppone l’articolazione di un progetto ampio, che nel nostro caso viene gestito dall’Azienda speciale e dall'Ati Arci Pescara, Polis, Caritas diocesana e Cooperativa sociale ausiliatrice, e che prevede che i migranti vengano integrati totalmente nella comunità, per mezzo di attività formative e di lavori socialmente utili che stanno impegnando, già in questi giorni, profughi accolti. Voglio ricordare che il progetto presentato al ministero dell’Interno dal Comune di Montesilvano è stato valutato a livello nazionale il più importante. Questo proprio in virtù dell’articolazione della proposta che si poggia su un presupposto di fondo, rendere i migranti una risorsa per la comunità». Per Maragno, i montesilvanesi non debbono preoccuparsi: «O almeno non più. Con l’eliminazione del ghetto di via Ariosto e la chiusura dei due Cas, non assisteremo più a quelle concentrazioni pericolose alle quali eravamo abituati prima. L’accoglienza diffusa facilita la dispersione sul territorio dei migranti, che verranno comunque coinvolti in attività volte alla loro integrazione. La polizia locale continuerà nell’attività di contrasto a fenomeni quali la prostituzione, la contraffazione o il commercio abusivo. L’attenzione è alta e la dimostrazione sta nel fatto che i controlli sono stati implementati. Nell’ultimo periodo le forze dell’ordine hanno sequestrato materiale contraffatto e pericoloso per la salute e l’incolumità pubblica». (c.co.)

