In città oltre 200 contagi in tre giorni

27 Dicembre 2021

Dal 24 a ieri, 518 nuovi casi in provincia. Il virologo Fazii: il boom dopo Capodanno. Parruti: ospedale ancora sotto controllo

PESCARA. Contagi Covid in salita: dalla vigilia a Santo Stefano sono stati 213 i nuovi casi accertati a Pescara (378 dal 20 al 26 dicembre), 518 nel Pescarese (950 dal 20 al 26), con un andamento quotidiano di circa 1.700 tamponi processati nell’ultima settimana dalla Asl e una corsa, come non mai fino ad oggi, al test antigenico («oltre cento al giorno in ogni farmacia» secondo Fabrizio Zenobii di Federfarma), prima di mettersi a tavola con gli altri convitati nei giorni di festa.
Ma la situazione potrebbe essere anche peggiore. Bisognerà attendere una settimana, termine del periodo di incubazione virale, per fare la conta di chi ha contratto il virus durante le feste di Natale. Il “botto” dei contagiati si potrebbe registrare dopo i festeggiamenti dell’ultimo dell’anno, il vero spauracchio per gli esperti. Il virologo Paolo Fazii, direttore dell’Unità operativa complessa di Microbiologia e virologia dell’ospedale pescarese, inquadra così la situazione: «Mi aspetto un aumento dei contagiati fino al 31 dicembre, a causa dell’onda lunga delle scuole rimaste aperte fino all’ultimo giorno» prima delle vacanze di Natale. «L’indice di ospedalizzazione si è alzato», analizza Fazii al secondo Natale pandemico, «ma i casi, anche quelli più gravi, non sono comparabili al passato quando il vaccino non c’era».
L’emergenza in ospedale è «sotto controllo», ha assicurato il responsabile del Covid hospital Giustino Parruti, alla Terapia intensiva del Covid hospital che ieri ospitava 8 pazienti contro i 4 (tutti non vaccinati) di giovedì scorso presenti nel reparto con 16 posti letto.
Nell’area Covid di degenza ordinaria, dove ieri «sono stati dimessi 6 pazienti con altrettanti nuovi accessi» sono stati aggiunti altri 2 posti ai 15 dei giorni scorsi (per complessivi 42) contro i 25 iniziali. Il dipartimento è in grado di reggere l’emergenza fino ad una disponibilità di 120 posti letto. Parruti: «Allargheremo in tempo reale, se necessario, ma intanto la situazione è ancora sotto controllo». Positiva, per l’infettivologo, la «corsa in farmacia per fare i tamponi, perché ognuno di loro avrebbe potuto scatenare un focolaio. Il ricorso al tampone crea un argine al contagio, e se ciò sta accadendo vuol dire che i cittadini hanno una forte consapevolezza alla quarta ondata. Benissimo così» chiude Parruti.
Il virologo Fazii, che si dice «favorevole al vaccino obbligatorio, l’unica strada che ci potrà far uscire da questa guerra, da combattere ancora per altri due anni almeno, ma forse anche di più», spiega le ragioni della risalita dei contagi: «Il freddo fa circolare velocemente l’infezione, molto negli ambienti scolastici. Inoltre, abbiamo notato atteggiamenti non corretti da parte delle persone vaccinate che si sentono più sicure e girano senza mascherina, ma non è questo il momento di abbassare la guardia, il nemico è ancora insidioso». «E poi», prosegue Fazii, «ci sono i non vaccinati, i fobici, gli scettici, ma anche i soggetti che non rispondono ai vaccini, per via di un sistema immunitario non performante dipendente dall'età avanzata o da patologie immunosoppressive, ovvero il 5-6% a livello mondiale». Circa le date imminenti, «ci aspettiamo il botto dei contagiati dopo la notte di San Silvestro, ultimo periodo di pericolosità. La previsione è di un gennaio ancora critico, in miglioramento da febbraio, sempre se i comportamenti saranno corretti. Noi non ci fermeremo con i tamponi, ma se con ci vacciniamo tutti, il 2022 sarà un altro anno di crisi» conclude Fazii.
Intanto, i tamponi proseguono, con circa 500 test molecolari» eseguiti tra l’ambulatorio dello stadio Adriatico e la scuola media Foscolo di via Einaudi rimasta aperta anche ieri.
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