In classe con l’acqua santa per benedire i compiti

23 Giugno 2017

Gli studenti archiviano la seconda prova tra matematica e versione di latino E ora si pensa alla tesina. Con la mente già proiettata alla scelta dell’università

PESCARA. Seconda prova tra ruote quadrate nei licei scientifici e versione di Seneca al classico. «Appena arrivati a scuola una nostra compagna ci ha benedetto tutti con l’acqua santa presa non so dove», racconta ridendo Rebecca Visciola del liceo scientifico da Vinci decisamente sollevata alla fine della seconda prova dell’esame di Stato. Purtroppo neanche la benedizione è servita a capire meglio i due problemi di matematica proposti quest’anno: «Non abbiamo mai affrontato nelle esercitazioni tipologie simili a queste», continua, «e quindi abbiamo fatto ciò che potevamo. I quesiti sono andati bene. Poi potevamo scegliere tra due problemi e quasi tutti abbiamo fatto quello analitico, ma gli ultimi due quesiti con le formule di bisezione li ho solo abbozzati. L’altro ci chiedeva di calcolare il profilo di una pedana per far muovere una bicicletta dalle ruote quadrate». Qualche ironia sulle ruote quadrate che a Pescara si sommano alle buche e alle radici degli alberi emergenti. «Sinceramente pensavo sarebbe stato più semplice», le fa eco Alessandro Marcotullio, sempre del da Vinci, «anche se alla fine ho cercato di impostare tutto e argomentare lo stesso. Ora è fatta, si volta pagina. Pranzo e mare». Stesso parere Marcello Pozzi che per la tesina ha scelto il filosofico rapporto tra finito e infinito: «Dopo sei ore di prova siamo proprio cotti e alla ricerca di un intervallo di riposo. Anche io ho scelto il problema matematico-grafico». Si comincia a sciogliere l’ansia anche per Alessia Simeone che la tesina l’ha fatta sulla Leadership ed è già consapevole che dopo l’esame di Stato l’aspetta lo studio per la preparazione al test di Medicina del San Raffaele, mentre Antonio Zappalà del liceo scientifico Galilei già ha superato il test per entrare ad Ingegneria Meccanica a Modena: «Il problema sulla bici a ruote quadrate l’ha fatto solo un mio compagno di classe su 22. Io ho scelto l’altro, difficile pure quello. La tesina? Sulla Formula Uno, la mia passione». Vede il letto di casa come un miraggio Francesco Cantarelli, appena uscito dal Galilei: «Non ho il coraggio di andare a cercare le soluzioni su Internet», sospira, «tanto quel che è fatto è fatto. Dopo la prova di italiano comunque eravamo pronti al paggio e 6 ore ci volevano proprio per risolvere quesiti e problemi. Solo che dopo la quinta ora il mio cervello si è fuso per la stanchezza e il caldo. Per ora vado a dormire perché ieri sera ho fatto le ore piccole per studiare».
Più sereni i ragazzi del liceo classico D’Annunzio che di ore ne hanno avute solo 4 per finire la versione di latino su un brano di Seneca tratto dal saggio “Il valore della filosofia”. Tutti col vocabolario strausato, consapevoli di non doverlo più usare, come Manuela Di Lorenzo incerta se scegliere la facoltà di Matematica o Ingegneria ambientale. Tesina sull’allevamento intensivo e il suo impatto con l’ambiente: «Le prime due prove sono state interessanti e fattibili», racconta. Dello stesso parere Giulia Iacovelli, sempre del classico, che invece ha scelto come tesina “La bellezza della vita” e farà Architettura e Federico Volpe per il quale la versione era di difficoltà medio-alta e che invece sceglierà la facoltà di Storia di Bologna. Versione abbordabile per Melania D’Aloisio di Santa Teresa di Spoltore che per l'esame si è affidata alle preghiere della nonna e anche per Raffaele Sodano, pronto a partire per l’università di Trento. Peccato che durante la prova di latino un piccione lo abbia infastidito e distratto dalla finestra. A volte basta poco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA