In classe i laboratori interculturali contro il razzismo

Il progetto Civil-Mente in tre istituti superiori di Pescara L’obiettivo? Creare una rete locale giovanile di solidarietà
PESCARA. Si è appena conclusa la prima parte del progetto Civil-Mente, un progetto per la promozione della cittadinanza attiva e dell’intercultura tra le giovani generazioni realizzato dal Comune di Pescara in collaborazione con la cooperativa sociale Strada facendo e le associazioni Movimentazioni e Cled, nell’ambito Programma attuativo regionale del Fondo per le aree sottoutilizzate 2007 – 2013. Il progetto, che ha avuto inizio lo scorso ottobre, si pone l’obiettivo di favorire «la comprensione reciproca tra giovani di diversi Paesi e di promuovere la diversità culturale, attraverso la realizzazione di laboratori interculturali per la cittadinanza attiva, dove i giovani con background culturali diversi diventano i protagonisti assoluti dello sviluppo personale per superare gli atteggiamenti maggiormente egocentrici e etnocentrici».
Sono state previste attività di coinvolgimento della popolazione giovanile su più fronti: dalla scuola all’università, dall’educazione peer-to-peer all’aggregazione sociale, attraverso la realizzazione di scambi di esperienze e sostegno reciproco tra giovani di provenienze geografiche diverse per promuovere la solidarietà interculturale (rivolto agli studenti universitari) e laboratori di formazione di peer educator alla cittadinanza e all’intercultura rivolti agli studenti delle scuole superiori.
Quattro eventi sono stati organizzati, nei giorni scorsi, in tre scuole medie superiori della provincia di Pescara aderenti al progetto: al liceo scientifico Galilei, al liceo artistico Bellisario-Misticoni e al liceo scientifico da Vinci. In queste giornate, un gruppo di studenti, educatori tra pari, (circa 13 ragazzi per scuola di età compresa tra i 17 e i 19 anni) che nel corso dell’anno scolastico, è stato impegnato in attività di formazione e informazione con gli operatori della Cooperativa Strada facendo, hanno avviato dei laboratori rivolti ad altri studenti delle scuole superiori (circa 80 per scuola), di educazione alla cittadinanza e alla convivenza, attraverso la valorizzazione di alcune specifiche abilità sociali, quali quelle del pensiero critico e di team-working e quelle legate all’area dell’espressività e della comunicazione .
«L’obiettivo generale e il risultato atteso del progetto», spoegano gli organizzatori, «è quello di riuscire a creare dei laboratori di cittadinanza che possano diventare luoghi permanenti dove lo scambio, l’aiuto e il confronto reale tra i giovani siano in grado di produrre una rete locale giovanile di solidarietà e autoaiuto».
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