«In commissione sanità non si discute più»

16 Giugno 2021

Scontro in Regione. Protestano centrosinistra e Movimento 5 Stelle: il centrodestra fugge dal dialogo

L’AQUILA. Protestano i consiglieri regionali di opposizione di centrosinistra e Francesco Taglieri, Pietro Smargiassi e Giorgio Fedele (M5S) sull’esito di ieri della commissione sanità. «La chiusura anticipata della commissione che si sarebbe dovuta tenere a L’Aquila ha impedito ancora una volta la discussione con l’assessore alla sanità sul riordino della rete ospedaliera in Abruzzo», dice il centrosinistra; «la commissione salute rappresenta l'ultima prova della chiara volontà di rinunciare al dialogo e al confronto di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia, che mettono la propaganda davanti perfino alla rete ospedaliera di Regione», aggiungono Taglieri, Smargiassi e Fedele.
«I lavori sono stati chiusi bruscamente impedendo un confronto fino ad oggi impossibile su uno degli argomenti più importanti e sensibili di competenza regionale», così i consiglieri centrosinistra Silvio Paolucci, Sandro Mariani, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Marianna Scoccia, Pierpaolo Pietrucci e Americo Di Benedetto. «Il presidente della commissione di Fratelli d’Italia ha inopinatamente tolto la parola all’assessore Nicoletta Verì, e agli altri aventi diritto, senza una ragione plausibile per evidenti problemi in seno alla maggioranza sul tema», rimarcano i consiglieri di centrosinistra. «Eppure sarebbe stato importante avere risposte sul perché, dopo anni di fango e bugie rivolti al governo regionale precedente e dopo due anni e mezzo di promesse fatte agli abruzzesi dall’attuale classe dirigente, oggi arriva una rete ospedaliera già scaduta, tant’è che tutti gli atti di programmazione di riferimento sono fermi al 2018 e la rete è datata 2019-2021; non si comprende come il piano intende intercettare le risorse nuove che il Pnrr metterà in campo anche per la sanità e non si programma nulla su nessun fronte. Si tratta di una situazione grave e preoccupante, perché non vi sono tracce delle risorse umane, tecnologiche e finanziarie che dovranno essere investite. La mobilità sanitaria passiva è schizzata a meno 195 milioni per le migliaia di abruzzesi che, non potendosi curare in regione, sono costretti a migrare altrove per trovare assistenza e nulla si sta facendo per arginare il fenomeno».
«Una seduta che doveva essere decisiva per il futuro dell'organizzazione degli ospedali, ma che si è conclusa dopo circa 15 minuti senza che, di fatto, si sia mai aperta una discussione vera e propria», aggiungono i consiglieri pentastellati. «Un atteggiamento vergognoso, perpetrato in primis dal presidente della commissione Mario Quaglieri di Fratelli d'Italia, che ha dimostrato incapacità di gestire l'aula e mancanza di conoscenza del regolamento interno del consiglio regionale. Questo modo di fare del centrodestra rischia di andare contro agli interessi degli abruzzesi, perché, così facendo, arriverà in giunta una bozza di riorganizzazione della rete ospedaliera fuori dalla realtà, che non è calata minimamente nella situazione sanitaria abruzzese, e che non dà alcuna risposta ai problemi dei cittadini. L'obiettivo sembra essere solamente uno: forzarne l'approvazione in giunta col fine di farsela poi bocciare dal tavolo di monitoraggio ministeriale per poter fare propaganda contro il governo centrale, strizzando l'occhio alle prossime elezioni amministrative».
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