In consiglio esce Cuzzi e arriva Presutti

L’aula vota la sospensione del capogruppo Pd, stop a Di Pietrantonio anche lui coinvolto nell’inchiesta
PESCARA. Ieri mattina, il consiglio comunale ha votato, su richiesta della prefettura e in base alla legge Severino, la sospensione dalla carica del capogruppo del Pd Giacomo Cuzzi, coinvolto nell’inchiesta sui grandi eventi e finito ai domiciliari con le accuse di turbativa d’asta, finanziamenti illeciti e corruzione. Nel provvedimento approvato ieri è prevista la sostituzione del capogruppo con un supplente che è il primo dei non eletti del Pd, ossia Moreno Di Pietrantonio, anche lui però coinvolto nella stessa inchiesta e agli arresti domiciliari. Per questo motivo, nei prossimi giorni, il consiglio si dovrà riunire di nuovo in seduta straordinaria e urgente per votare la sospensione anche di Di Pietrantonio e la nomina a supplente del secondo dei non eletti del Pd, cioè Marco Presutti, ex consigliere ed ex assessore comunale. Ma la votazione ieri è stata preceduta dalle polemiche. La capogruppo del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini ha accusato il sindaco Carlo Masci e la sua maggioranza di centrodestra di non aver preso posizione sulla vicenda di Cuzzi. «Penso che ognuno di noi», ha detto Alessandrini, «si sia fatta un’idea personale rispetto a un provvedimento di restrizioni notevoli. Ma c’è una dato politico da segnalare. Noi abbiamo fatto un documento per stigmatizzare questi comportamenti e sembra impossibile che in questa aula non ci sia da parte di alcun consigliere la necessità di prendere una distanza e di esprimere indignazione. Se comprendo l’atteggiamento di imbarazzo del centrosinistra, non comprendo invece la posizione del centrodestra. Il silenzio e il no comment del sindaco terrorizzano».
Pronta la replica della consigliera della Lega Maria Rita Carota: «Il giustizialismo non può esistere. Se le decisioni della magistratura valgono, queste valgono sempre e devono valere per tutti. Siamo ancora una Repubblica libera».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

