In crisi anche il turismo religioso Crolla il numero dei pellegrini

In occasione della Settimana Santa del 2019 erano arrivati in Abruzzo oltre 300.000 visitatori Da San Gabriele al Volto Santo, dal Miracolo Eucaristico alla Madonna dello Splendore: cosa si è perso
PESCARA. Il coronavirus annienta il turismo religioso in Abruzzo e i santuari faticano a riaprire. Ci sono anche le chiese, gli eremi e i luoghi di culto regionali tra le vittime dell'emergenza Covid-19. Riti, eventi e manifestazioni religiose che si tramandando da anni, rimandate o annullate a causa del virus, creando una falla non solo religiosa ma anche economica. Lunedì 18 maggio, secondo quanto previsto dall'accordo tra Cei e governo, si ripartirà ma tutti si chiedono se e quando i pellegrini torneranno.
I DATI. L'osservatorio della Regione Abruzzo ha stimato che dei 6 milioni e mezzo di turisti arrivati nel 2018 in Abruzzo il 13% circa ha scelto la regione verde d'Europa per motivi artistici e culturali. Quindi circa 780.000 persone hanno visitato musei, ma anche santuari e chiese centenarie. Un dato che, come confermato da Francesco Di Filippo, dirigente del dipartimento Turismo della Regione, è stato confermato anche nel 2019, quando nel solo mese di aprile, proprio in concomitanza con i riti della Settimana Santa, sono arrivati in Abruzzo 300.000 turisti. Numeri importanti che quest'anno grazie all'attività di promozione della Regione, in collaborazione con la Cei di Abruzzo e Molise, alla Bit di Milano, erano destinati a crescere ulteriormente e a far crescere anche tutto l'indotto: alberghi, ristoranti e attività ricettive. L'assessore regionale al Turismo, Mauro Febbo, aveva infatti voluto promuovere tutti i riti tradizionali della Santa Pasqua “made in Abruzzo”, ma anche i percorsi naturalistici che conducono agli eremi e agli altri luoghi religiosi abruzzesi. Il ritorno doveva far lievitare i numeri del turismo religioso, ma il coronavirus ci ha messo lo zampino e i riti sono stati annullati o in qualche caso - come la Madonna che scappa a Sulmona e la Via Crucis di Chieti - rinviati a data da destinarsi. Ma non appena terminerà l'epidemia l'assessorato è pronto a riattivare il tavolo con la Cei e riprogrammare alcuni eventi con modalità diverse.
GLI EVENTI ANNULLATI. Il 60% dei turisti che arrivano ogni anno in Italia fanno visita a un luogo di culto o partecipano a un rito. Anche l'Abruzzo non è da meno e uno dei simboli per eccellenza di raduni e incontri è il santuario di San Gabriele dell'Addolorata a Isola del Gran Sasso. Proprio ai piedi del Gran Sasso ogni anno si radunano circa 12 mila studenti delle ultime classi delle superiori per la tradizionale benedizione delle penne in vista degli esami di maturità, che quest'anno, però, è stata annullata. «Il 16 maggio stavamo preparando un grande evento per il centenario del santuario, ma purtroppo abbiamo dovuto rinviare tutto», ha raccontato padre Vincenzo Fabbri. «Faremo solo un momento di preghiera con la veglia mariana per dare un segnale di rinascita. Le perdite sono state ingenti: aspettavamo gli studenti per i 100 giorni, migliaia di alpini per il raduno, e poi i tanti fedeli per i riti di Pasqua. Invece qui c'è solo un vuoto e un deserto faticoso. Abbiamo continuato con le funzioni in diretta per tenere vivo il legame con i nostri pellegrini, ma non è la stessa cosa. Noi abbiamo spazi ampi e siamo certi che la ripartenza ci sarà, ci vorrà tempo, un po' come dopo il terremoto. Ma siamo certi che ci sarà una rinascita spirituale e morale anche perché ora ci si è resi conto che non si può solo vivere alla giornata».
Anche a Giulianova non si è potuta tenere la tradizionale festa della Madonna dello Splendore che è stata rinviata direttamente al prossimo anno. «Aspettavamo il 22 aprile per celebrare la Madonna dello Splendore con migliaia di fedeli», ha sottolineato don Enzo Manes, «ma non è stato possibile neanche farla uscire con un camion come avevamo richiesto. Dal momento che la festa è legata all'apparizione della Madonna in quello specifico giorno abbiamo deciso di rinviare tutto al prossimo anno. Stiamo predisponendo ora le indicazioni per far sedere le persone in chiesa aspettando nuove disposizione. Sicuramente utilizzeremo anche la piazza davanti al duomo, molto ampia e adatta a ospitare i fedeli».
LA RIPRESA. Proprio in questi giorni si susseguono incontri virtuali nel mondo della chiesa in vista della riapertura ai fedeli. Anche i santuari stanno predisponendo delle regole da far rispettare ai pellegrini anche se si dubita che arriveranno a frotte. Ne è certo il rettore del Volto Santo di Manoppello, padre Carmine Cucinelli, che ogni anno accoglie circa 600mila fedeli. «Noi ci atterremo alle disposizioni, poche persone alle celebrazioni, a distanza e rigorosamente con le mascherina», ha precisato, «ma è chiaro che almeno all'inizio non ci sarà un grande afflusso di fedeli. Stiamo pensando di aumentare le messe e mettere degli addetti all'ingresso per coordinare. Nel nostro santuario vengono da Chieti, Pescara, Montesilvano e dalle città vicine, ma a mio avviso ci vorrà tempo prima che si tornerà ai numeri di un tempo. In passato abbiamo toccato anche la soglia dei 600mila fedeli all'anno, poi c'è stato un calo per i terremoti, la crisi e ora il coronavirus che ha annientato il santuario».
Padre Fabrizio De Lellis guardiano del santuario del Miracolo eucaristico di Lanciano è positivo e spera che «tra ottobre e novembre si ripartirà. Durante questo periodo abbiamo avuto sempre la chiesa aperta con orari limitati - dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19 - per la preghiera personale. Ora ci stiamo organizzando con le nuove regole del decreto. Vorremmo celebrare nel chiostro all'aperto perché più sicuro, condivideremo l'idea con il vescovo, e utilizzeremo la chiesa solo in caso di maltempo. Il santuario è internazionale e ogni anno vengono migliaia di fedeli, sicuramente quest'anno quelli dall'estero non ci saranno ma i locali non mancheranno».

