In dieci anni organico dimezzato

29 Agosto 2015

Con il personale al lumicino è difficile garantire i servizi 72 ore a settimana

PESCARA. Dopo il 31 ottobre molti nodi dovrebbero essere sciolti, per la biblioteca, anche sul fronte del personale. «Dovrebbe essere questo il termine concesso dalla legge Delrio per il passaggio delle funzioni dalle Province alle Regioni», dice il direttore Enzo Fimiani. Nello stesso tempo quei giorni saranno cruciali perché «la normativa prevede dal primo di novembre la possibilità di mobilità per il personale, anche quello della biblioteca, il che vuol dire che si rischia di rimanere senza gli addetti storici». Come se non bastasse, «tra il 31 luglio e il primo settembre perderemo tre persone che vanno in pensione, quindi non si potranno garantire gli orari di apertura attuali. Ora», spiega, «siamo al primo posto tra le 19 biblioteche provinciali del centro-sud per il numero di ore di apertura al pubblico: tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30 e il sabato solo la mattina, oltre alla sezione ragazzi».

Proprio parlando del personale Fimiani fa notare che «nel 2005 gli addetti erano 22 mentre il primo settembre saranno una decina» ma l’amministrazione «ha assicurato di rimpiazzare chi va in pensione». Che la situazione sia tendente al nero, lo dimostra un dato interno alla Provincia. «A lungo siamo stati al primo posto tra i servizi, al pari di altri, in base ad alcuni parametri, mentre oggi siamo al ventesimo». Tra le cose da salvare degli ultimi anni ci sono i lavori per l’adeguamento del deposito, che hanno risolto un problema storico, ma il deposito è stato chiuso «dal 27 dicembre 2011 al 4 giugno 2014, con un danno all’utenza. E in quegli anni è cominciata la lente asfissia per noi, con il taglio delle risorse».