In dieci giorni 127 casi in più E l’età media si è abbassata

È il dato più alto negli ultimi tre mesi. Ai migranti (66) si sommano microfocolai (61)
PESCARA. Centoventisette nuovi casi di coronavirus registrati in Abruzzo negli ultimi dieci giorni. È il dato più alto da quasi tre mesi. Per vedere numeri analoghi, infatti, bisogna tornare indietro addirittura fino a maggio, ai tempi del lockdown. Pesano nel bilancio di questi giorni i migranti risultati positivi, ma preoccupano pure i diversi microfocolai che si sono creati sul territorio. Come sta accadendo nel resto d'Italia, si abbassa anche in Abruzzo l'età media delle persone contagiate: segno di come i giovani siano la categoria al momento più esposta e quella che meno rispetta le misure di prevenzione.
IL CONFRONTO. A fronte di soli 18 guariti, nel periodo che va dal primo al 10 agosto in Abruzzo sono stati accertati 127 nuovi casi. Il giorno peggiore è stato venerdì 7: ben trentanove i nuovi pazienti: il dato più alto dal 23 aprile, quando si registrarono 52 nuovi casi; nel corso di questi tre mesi e mezzo il trend non era mai risalito così bruscamente. Dopo un giugno caratterizzato da tante giornate a contagio zero e nuovi casi che in linea di massima viaggiavano attorno alle due o tre unità, da settimane in Abruzzo non si assiste ad un nuovo azzeramento.
Solo 50, ad esempio, i nuovi pazienti nel periodo dal 19 al 29 maggio, giorno, quest'ultimo, del primo azzeramento registrato in regione. Per vedere numeri simili a quelli dei primi dieci giorni di agosto bisogna arrivare al periodo 9-19 maggio, quando, nelle fasi finali del lockdown, si registrarono 115 nuovi casi.
Il dato positivo è che dal primo al 10 agosto non ci sono state nuove vittime: il totale resta fermo a 472.
I MIGRANTI. A pesare nel bilancio di questi dieci giorni ci sono i migranti: 66 dei 127 nuovi casi riguardano gli stranieri sbarcati a Lampedusa e arrivati in Abruzzo nell'ambito della redistribuzione su base nazionale. Sono in tutto 200, cinquanta per ogni provincia. Ventiquattro i positivi al Cas di Civitella del Tronto, 20 tra gli ospiti del Cas di Gissi, dodici in una struttura di accoglienza di Moscufo e dieci tra i 50 che sono ospitati nelle strutture della provincia dell'Aquila.
Si tratta comunque di situazioni che non destano particolare preoccupazione: i migranti sono isolati in strutture protette e costantemente controllate, senza avere alcun contatto con l'esterno.
FOCOLAI. Più dei migranti preoccupano i cittadini di altri Paesi europei, che invece possono entrare con più facilità in Italia. Numerosi, ad esempio, i casi tra persone provenienti dall'Est Europa. Ne sono esempio i contagi avvenuti tra gli operai impegnati nella ricostruzione all'Aquila. E preoccupano ancora di più i microfocolai territoriali. C'è quello di Fossacesia, dove cinque dipendenti di un noto stabilimento balneare sono risultati positivi al Covid-19. C'è quello dello stabilimento AviCoop di Controguerra, del gruppo Amadori, dove ci sono 14 casi tra i dipendenti, cui si aggiungono tre familiari del primo paziente, per un totale di 17 malati. C'è la situazione di Sulmona, dove tre persone sono risultate positive dopo aver partecipato alla festa di compleanno di un bambino.
ASINTOMATICI. Il dato significativo è che molte delle persone al momento malate sono asintomatiche, dimostrazione - gli esperti lo ripetono da tempo - di come il virus continui a circolare anche in estate, in attesa del calo delle temperature. «Assistiamo a microfocolai locali», sottolinea il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara, «individuati quasi sempre a partire da un paziente sintomatico. Ricostruendo la catena dei contatti di quella persona, si scovano altri soggetti positivi, ma in forma asintomatica. Questo dà la misura del fatto che il virus è ancora in circolazione attraverso gli asintomatici, difficilissimi da individuare».
SEMPRE PIÙ GIOVANI. Tra l'altro, in Italia e anche in Abruzzo, si abbassa l'età media dei malati. Tra i positivi delle ultime settimane non mancano i giovani.
«Con l'estate, con le vacanze e con la movida», sottolinea Fazii, «è la fascia di popolazione più esposta a rischi, nonché quella che meno rispetta le misure di prevenzione. Comportamenti corretti sono indispensabili a tutta l'età, per contenere la diffusione del virus. Anche d'estate, anche in vacanza, anche con gli amici bisogna indossare la mascherina e rispettare il distanziamento sociale».
IL BOLLETTINO. Sette i nuovi casi accertati nelle ultime ore, secondo il bollettino ufficiale della Regione, quattro di questi sono migranti assistiti nel Chietino. Il totale dei pazienti affetti da Covid-19 in Abruzzo sale a 3.509. Ancora in aumento gli attualmente positivi, che sono 219: 24 pazienti (invariato rispetto a domenica) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva, uno (invariato) è in terapia intensiva e gli altri 194 (+5) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. I guariti, solo uno in più, sono 2.818. Del totale dei casi positivi, 275 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, 869 in provincia di Chieti (+6), 1.638 in provincia di Pescara, 677 in provincia di Teramo (+1), 27 fuori regione e 23 per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. Dall’inizio dell’emergenza sono stati eseguiti complessivamente 136.365 test.

