In festa il vino abruzzese, i premiati crescono

3 Ottobre 2014

Il rosso Montepulciano, il fresco Trebbiano e il prepotente Pecorino: 15 i Tre Bicchieri nel 2014, due in più dell’anno passato

di Jolanda Ferrara

Tre Bicchieri del Gambero Rosso 2015. Il massimo punteggio della Guida ai Vini d'Italia fondata da Stefano Bonilli e giunta alla 27ª edizione premia l'Abruzzo con il rosso profondo del suo Montepulciano, la freschezza e il carattere del Trebbiano, la personalità del Pecorino. Quindici i Tre Bicchieri in totale, due in più dell'anno passato e la conferma di un trend di crescita mai interrotta. La riprova è nella corona di “Bianco dell'anno” assegnata al Trebbiano 2012 Vigna di Capestrano, tenuta aquilana dell'azienda Valle Reale (Popoli). Meritato riconoscimento all'identità dell'Abruzzo interno e di montagna, oggi come non mai prepotentemente protagonista nelle performance eno e gastronomiche.

Un successo a tutto tondo che esalta in modo strepitoso la qualità di un vitigno tipico e finora un po' negletto del territorio, il Trebbiano, storicamente sostenuto dal lavoro artigiano di Valentini (che conferma i Tre bicchieri) e motivo di nuovo impulso da parte di cantine cooperative come Tollo (con il C'Incanta 2011). Rivelazione del momento, «il Trebbiano torna a essere davvero d’Abruzzo, con vini eleganti, capaci di invecchiamenti strepitosi, spesso grazie alle fermentazioni spontanee che salvaguardano i delicati profumi varietali», scrive Alessandro Bocchetti, responsabile Abruzzo della Guida (presentazione il 25 ottobre a Roma).

E il Montepulciano d’Abruzzo è «un rosso sempre più ritmico e tradizionale», lo confermano Amorino 2010 di Castorani, Cocciapazza 2011 di Torre dei Beati, Colline Teramane Zanna riserva 2010 di Illuminati, Malandrino 2012 di Cataldi Madonna, Marina Cvetic 2011 di Tenute Masciarelli, Prologo 2012 di De Fermo, Rosso del Duca 2012 di Villa Medoro, San Clemente riserva 2011 di Zaccagnini, Spelt riserva 2010 di La Valentina. Anche il Pecorino dimostra di essere un grande vitigno (Tre Bicchieri a Tenuta i fauri, Tiberio, Tenuta Ulisse) e il Cerasuolo, nervoso e complesso, perfetto compagno a tavola. «Una ricchezza», continua Bocchetti, «che è traduzione liquida del paesaggio abruzzese, che in pochi chilometri spazia dal verde Adriatico ai ghiacciai. E i Tre Bicchieri di quest’anno sono il riflesso fedele di questa temperie, una squadra di vini eterogenea per provenienza, ma simile per qualità». Più di 150 aziende provate, oltre 600 campioni, aziende storiche, grandi cooperative che svolgono un’azione sociale sul territorio, cantine nuove e artigiane che lavorano nel solco di una tradizione importante e nobilmente contadina.

È l'anno del Piemonte e della Toscana (con 79 e 72 Tre Bicchieri) ma è anche la festa del vino abruzzese. Lo racconta anche la guida de l'Espresso in uscita oggi, con il punteggio straordinario di 20/20 al Trebbiano di Valentini, 18/20 al Pecorino 2011 di Torre dei Beati e al Trebbiano 2012 di Emidio Pepe. Il mosaico si completa con le chiocciole abruzzesi della guida Slow Wine 2015, appannaggio di Torre dei Beati, Valentini, Cataldi Madonna, Valle Reale, Praesidium, Emidio Pepe.

©RIPRODUZIONE RISERVATA