In fiamme il bosco di Villa Celiera Case e stalle lambite dall’incendio

Si sospetta un rogo doloso: il fuoco, alimentato dalle raffiche di vento, è stato spento dopo 20 ore Cinque famiglie hanno trascorso la notte fuori. Fondamentali gli interventi di elicottero e Canadair
VILLA CELIERA. Ci sono volute 20 ore per spegnere il vasto incendio divampato a Villa Celiera, fra le contrade Pretara e Santa Maria, a ridosso del versante del monte Bertona. Venti lunghissime ore di terrore per gli abitanti della zona. La situazione, dalle 22 di venerdì sera, è tornata sotto controllo solo nel pomeriggio di ieri e le fiamme, che hanno distrutto una zona per lo più coperta da sterpaglie, sono state spente attorno alle 18.
Sin dai primi minuti, sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco partite dal distaccamento di Penne, da Pescara e da Montesilvano. A lavoro, per ore, anche i volontari della protezione civile. Fra i primi ad arrivare i carabinieri della stazione di Civitella Casanova, insieme a quelli della compagnia di Penne.
Un inferno di fuoco, mai visto prima in zona, soprattutto in questo periodo. A scatenarlo, quasi sicuramente la mano dell’uomo. Il sindaco Domenico Vespa ha seguito attimo per attimo, le operazioni, insieme ai consiglieri. «La paura più grande», racconta, «era che le fiamme potessero raggiungere le abitazioni e poi anche la pineta del Bertona, patrimonio naturalistico. Tutto è iniziato attorno alle 22 di venerdì quando ho ricevuto la telefonata di una famiglia che abita in quella zona», racconta. «Dicevano di vedere le fiamme. Immediatamente abbiamo allertato i soccorsi e in poco tempo sono arrivati i vigili del fuoco, che non smetterò mai di ringraziare per l’enorme lavoro svolto. Le case erano in pericolo. Nelle vicinanze ci sono infatti 5 o 6 abitazioni e una ha anche un fienile con degli animali. È stato fatto subito il possibile per cercare di non far avvicinare il fuoco. Ma non era facile, per via del vento. Nel frattempo, tutte le famiglie che abitano in zona sono uscite dalle case e hanno trascorso la notte fuori». Attorno alle 3 il rogo si è esteso ulteriormente andando a lambire una modesta porzione di bosco. A rendere complicati gli interventi delle squadre dei vigili (una ventina di uomini in tutto con una decina di mezzi), la conformazione dell’area, essendo una zona impervia, e il forte vento, che ha impedito a lungo ai mezzi aerei di levarsi in volo. Ma poi proprio i mezzi aerei si sono rivelati provvidenziali per spegnere le fiamme. Da ieri mattina fino al pomeriggio, hanno lavorato ininterrottamente un elicottero Drago 52 e due Canadair dei vigili del fuoco, con il supporto a terra del Direttore operazioni di spegnimento (Dos). Poco prima delle 18, la fine dell’incubo.
A Villa Celiera, per rendersi conto della situazione e per ringraziare i vigili del fuoco, i volontari, le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale per questa attività, è arrivato il prefetto Giancarlo Di Vincenzo. Per tutta la serata di ieri e la nottata, poi, le squadre dei vigili del fuoco sono rimaste in zona per la bonifica e per essere pronte ad intervenire in caso di nuovi focolai.
Spento il rogo, sono partite le indagini per capire come siano divampate le fiamme. La pista che si tende a seguire è quella dolosa. «Di fare chiarezza su cosa sia accaduto, si occuperanno le forze dell’ordine», spiega il sindaco, «ma di certo posso dire che una cosa del genere a marzo qui non si è mai vista». Un altro incendio è scoppiato nel pomeriggio a Serramonacesca. Un’altra emergenza. Per spegnerlo i vigili hanno impiegato quasi tre ore.

