In fuga dal palazzo a fuoco

Cinque motorini e 6 auto distrutti dal rogo partito nell’androne. Famiglie evacuate
di Flavia Buccilli
PESCARA
Le fiamme da domare, il fumo denso e acre, le urla degli inquilini in pericolo. È questo lo scenario che si sono trovati di fronte, l'altra notte, le tre pattuglie della squadra Volante e i vigili del fuoco intervenuti in via Trigno (quartiere Rancitelli), al civico 22, per un incendio scoppiato alle 2,40. L’allarme è scattato quando una donna che stava guardando la tv ha sentito il crepitìo delle fiamme e ha chiesto aiuto, segnalando un motorino a fuoco, ma nel giro di poco il rogo ha raggiunto anche delle auto in sosta, invadendo il porticato e facendo a pezzi i pannelli di plastica dell’androne. Le fiamme arrivavano al secondo piano e la coltre nera di fumo aveva già invaso la scalinata del palazzo per cui i poliziotti della Volante - diretti da Dante Cosentino - si sono preoccupati di mettere in salvo gli occupanti dei 20 appartamenti, suddivisi su cinque piani. Alcuni inquilini si sono mossi da soli, altri, in preda al panico, chiedevano aiuto dai balconi, terrorizzati da quell’inferno di fuoco e fumo irrespirabile e pericoloso.
Le grida disperate di una donna hanno richiamato l’attenzione dei poliziotti che hanno raggiunto il terrazzino al primo piano realizzando una piramide umana, uno sulle spalle dell’altro, per afferrare il bimbo di neppure un anno che la mamma voleva sottrarre al pericolo. Subito dopo hanno recuperato la donna e il marito, mentre gli altri equipaggi della volante (tre in tutto, per un totale di sei agenti) continuavano a fare la spola tra gli appartamenti e l’esterno, tirando fuori anche bambini e anziani, tra cui una donna con gravi problemi di deambulazione, mentre una coppia è stata svegliata e tirata fuori dalla camera. Intossicazione leggera per gli inquilini del palazzo, di proprietà dell’Ater, e per i poliziotti, tutti soccorsi sul posto dal personale del 118 che ha poi trasportato diverse persone al pronto soccorso. In ospedale, anche i sei poliziotti che sono intervenuti nell’incendio senza alcuna protezione: a chi è andata peggio se la caverà in una settimana.
Da questo punto di vista è andata meglio ai vigili del fuoco, arrivati poco dopo la polizia in via Trigno con due squadre, 13 uomini - coordinati dal caposquadra Luca D’Onofrio - equipaggiati di tutto punto, che hanno dovuto spegnere il rogo, fare in modo che le fiamme non invadessero anche gli appartamenti e le condotte e per aiutare i condomini. Con l’autoscala hanno raggiunto il quinto piano per entrare nell’appartamento dove i due anziani continuavano a dormire e non si erano accorti di nulla. I pompieri hanno evitato che le fiamme raggiungessero il primo piano e sono stati “aiutati” in questo dalla struttura di vetro e alluminio del balcone, che ha fatto da schermo e dilatato i tempi, consentendo ai vigili di bloccare le lingue di fuoco. Un minimo di tranquillità è tornato solo verso le 7, quando si è concluso l'intervento, ma è stato necessario interrompere l'erogazione di gas ed energia elettrica per consentire all’Ater di fare tutti gli accertamenti. Sempre i pompieri, con il funzionario Paolo D'Angelo, hanno stabilito dopo il sopralluogo che l’incendio non ha provocato danni strutturali all’edificio per cui è stato possibile rientrare negli appartamenti, ma è vietato l’accesso al porticato e al balcone del primo piano ed è stato chiesto all’Ater di provvedere alla bonifica. Alla fine sono andati distrutti anche 5 motorini, , di cui sono state sequestrate le carcasse, e sei auto, di cui quattro sono inutilizzabili.
Sulle cause, vigili e polizia non si sbilanciano: se da una parte non è stato trovato niente che riconduca a un incendio doloso, non è comunque escluso che qualcuno abbia dato fuoco a uno dei motorini, per una vendetta o un dispetto, sottovalutandone le conseguenze.
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