In largo Madonna la festa per i 70 anni della Settembrata

Oggi i cantori del dialetto locale torneranno a esibirsi ai Colli Tutto iniziò nel 1952 durante un pranzo alla Terrazza verde
PESCARA. La Settembrata Abruzzese nasceva nel 1952 durante una conviviale tra amici in un ristorante dietro la chiesa della Madonna dei Sette Dolori. Oggi, settanta anni dopo, i cantori del dialetto locale di una delle associazioni più antiche di Pescara, torneranno a esibirsi nello stesso luogo, in largo Madonna, per celebrare l'anniversario con i tanti protagonisti che hanno fatto la storia del sodalizio fondato, tra gli altri, da Rino Fabiano che fu il primo presidente.
A partire dalle 19, l'associazione oggi guidata da Licio Di Biase, lancerà l’annullo filatelico delle Poste italiane per il centenario della pubblicazione dell’inno d’Abruzzo, “Vola vola vola” con la partitura originale. L’iniziativa è curata in collaborazione con l’Istituto Tostiano di Ortona. Alle 21 in piazza (in caso di maltempo l’evento si sposterà nei vicini luoghi al chiuso) sarà presente l’assessore comunale alla Cultura, Maria Rita Carota. Durante la serata si esibiranno la poetessa-docente, esperta di vernacolo abruzzese, Daniela D’Alimonte e Antonio Luise, 68 anni, pescarese, vice presidente della Settembrata insieme a Emilio Marcone, con le sue “Espressioni d'Abruzzo”.
Alle 22.15 la chiusura con il concerto della compagnia di canto popolare “Abruzzo forte e gentile” diretto dal maestro Nicola Di Nardo. Di Biase racconta un aneddoto legato alla nascita, di settembre, del progetto: «Rino Fabiano mi raccontò che l’idea venne durante una conviviale alla Terrazza verde, con lui c’era anche Luigi Orsini, tra i fondatori di uno dei più solidi sodalizi pescaresi, a testimonianza del grande lavoro svolto per valorizzare la poesia, il teatro e le musiche dialettali abruzzesi. Tutto il progetto ruota intorno al vernacolo che si ricongiunge all’identità popolare».
L’antica Settembrata «porta anche la firma di Giorgio La Pira e Achille Lauro». L’attuale conta un centinaio di iscritti da tutta la regione. L’età media supera i 40 anni, ma «il nostro obiettivo», anticipa Di Biase, «è aprire ai giovani, a talenti come Marcello Sacerdote e Francesca D'Amico».
Antonio Luise aveva 17 anni quando entrò a far parte del gruppo. «Sono passati quasi 50 anni», racconta l'ex presidente (2009-2013), attore, regista e memoria storica, «tutto cominciò a Sant’Andrea collaborando con Antonio De Laurentiis, uno dei fondatori».
Gli anni d'oro «furono i ’70-’80 quando il gruppo cominciò a girare tutta la regione non solo con le poesie, ma anche organizzando le Via Crucis, i Certame, le rappresentazioni teatrali folcloristiche, sempre interpretando il dialetto, la vera espressione del popolo». Ancora oggi «la gente rimane incantata all’ascolto di canti come Vola, vola, vola, Tutte le funtanelle, Mare nostre». E altri «personaggi e grandi studiosi si sono fatti conoscere come Marcello De Giovanni, Ottaviano Giannangeli, Franca Minnucci. Con Giampiero Mancini e Ilaria Cappelluti anni fa mettemmo in piedi una straordinaria “Figlia di Iorio” in teatro, nella versione di Cesare De Titta con la regia di Danilo Volponi. Oggi l'eredità passa a Daniela D’Alimonte, esperta del nostro vernacolo».
Il segreto della longevità della Settembrata? «Mutare col tempo, anche per questioni anagrafiche, ma rimanere sempre fedele al suo folclore e alla vicinanza con il popolo», conclude Luise.
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