In migliaia alla storica processione

Penne, lungo corteo di fedeli per le vie del centro per celebrare il Venerdì santo
PENNE. La storica processione del Venerdì Santo pennese non ha tradito le attese e anche quest’anno ha radunato nel capoluogo vestino migliaia di fedeli, credenti, cittadini e visitatori. Penne si è letteralmente fermata per celebrare uno degli eventi religiosi più sentiti e partecipati.
La suggestione delle lanterne degli incappucciati tra le viuzze del centro storico, il suono dei tamburi, i tre simulacri della passione portati in spalla per le vie cittadine. La processione pennese, che affonda le sue radici nel Quattrocento, è stata istituita ufficialmente in città nel 1570 dal Cappuccino umbro Padre Girolamo da Montefiore. Come ogni anno, organizzata dal contato procession del Venerdì Santo presieduto da Antonio Mergiotti, la processione si è snodata lungo l'intero centro storico. Alle 19, il feretro del Cristo morto dalla chiesa dell'Annunziata ha attraversato tutto il centro storico, da Colle Sacro a Colle Castello, accompagnato da tantissimi fedeli e dai più alti rappresentanti delle istituzioni religiose, civili e militari cittadine, con il parroco cittadino Raffaele Malecki, della parrocchia dell’Annunciazione e del Monte Carmelo e il sindaco Mario Semproni in testa, dalla banda musicale e dal coro cittadino che ha intonato il Miserere.
Nella suggestiva atmosfera dei vicoli del centro storico, seguiti da una marea di fedeli, i tre simulacri caratteristici della processione sono stati portati a spalla dagli incappucciati: il gruppo ligneo della Passione, la coperta funebre (il celebre Copertone) sulla quale è adagiata la statua del Cristo morto, impreziosita di ricami in oro e argento e di fili di seta variopinti applicati su una base di velluto nero, e la statua della Vergine Addolorata, una conocchia del XVIII secolo che, secondo la memoria popolare, nell'Ottocento era scortata da donne e bambine vestite di nero, le «addoloratine». A caratterizzare il «Copertone» pennese sono soprattutto i ricami che riproducono gli strumenti della passione, mentre di particolare interesse sono i quattro medaglioni d'angolo, che raffigurano la croce raggiante, l'albero della conoscenza, il calice con l'ostia solare e l'arca dell'alleanza. La coperta funebre della processione fu commissionata nel 1860 dalla famiglia Assergi e donata alla chiesa dell'Annunziata.
Francesco Bellante
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