In migliaia per la processione: Sant’Andrea rilancia la marineria

1 Agosto 2022

Tra crisi post Covid, caro gasolio e porto insabbiato, la categoria ritrova le energie nella tradizione Il prefetto Di Vincenzo: «Oggi state dimostrando tutta la vostra forza». Il vescovo: ora pace e speranza 

PESCARA. Sant’Andrea che procede inaspettatamente di spalle, in direzione del mare. Lo sguardo rivolto verso la folla dei pescaresi e i tanti turisti in processione, come a volerla abbracciare e benedire. È il segno dei tempi. La marineria pescarese, che sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia, tra la crisi provocata dal Covid, i dragaggi a singhiozzo e il caro carburante, ieri ha rialzato orgogliosamente la testa, ha messo da parte le polemiche e ha fatto festa onorando, per il 154° anno, l'unico santo patrono a cui sono dedicate due processioni, a terra e in mare. «La marineria oggi sta dimostrando tutta la sua forza», annotano il prefetto Giancarlo Di Vincenzo e il sindaco Carlo Masci che persegue l’obiettivo di rivoluzionare l’area portuale. «Questa è l’occasione per sottolineare i tanti sacrifici delle famiglie e ricordare le vittime del mare», Mimmo Grosso, Christian Dell'Osa, i Cipollone periti nella tragedia dell'83, Franco e Giovanni Di Rocco e tanti altri. Un mazzo di rose gialle, l’omaggio di Niki Rabuffo a papà Nicolino, del lido Orsa Maggiore, scomparso 6 anni fa.
Il vescovo, monsignor Tommaso Valentinetti, ha chiesto l’intercessione di Sant’Andrea affinché sulla città scendano «pace e speranza» e che il santo diventi «modello di condivisione in un mondo più giusto, più umano e più vero». Una tradizione di fede e legame col territorio che ha richiamato migliaia di persone, pescaresi e turisti, che hanno accolto e salutato il santo sfilando lungo le strade in processione, affacciati sul Ponte del mare o lungo il molo del porto canale, tra selfie, lacrime, sorrisi e segni della croce. Neppure l’amarezza di taluni cittadini, e dello stesso comitato organizzatore composto da Massimo Di Francesco, Riccardo Padovano, Massimo Camplone, Elio Maione e Lanfranco Sabatini con lo staff coordinato da Antonio Luise, sull’annullamento di stasera dei fuochi d’artificio, è riuscita a smorzare gli animi. Festa doveva essere e festa è stata.
I riti che hanno scandito le tradizionali cerimonie in programma sono cominciati alle 9 con la santa messa officiata da monsignor Valentinetti con padre Carlo Mattei, parroco di Sant’Andrea, sotto un immenso palco allestito all’aperto nel parcheggio davanti alla chiesa. Tutti occupati i 325 posti disponibili, i bimbi seduti a terra ad ascoltare la funzione. In prima fila, il sindaco Masci con la figlia Angela, il prefetto Di Vincenzo, il questore Luigi Liguori; il comandante provinciale dei carabinieri, Riccardo Barbera; il direttore marittimo, Salvatore Minervino; il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, il consigliere regionale Guerino Testa; il presidente del Consiglio comunale, Marcello Antonelli. La cerimonia liturgica accompagnata dai canti del coro della parrocchia, diretto da Roberto Di Bartolomeo e Pierpaolo D’Alanno. La statua del santo, circondata dalle cinque corone di fiori dono alle vittime del mare, avvolta da un cordone di protezione della polizia e della polizia municipale coordinata da Danilo Palestini, carabinieri ed esponenti dei Marinai d'Italia guidati da Alessandro Biondo. Dopo le 10 il santo “sale” sul pickup del Salvamento Lifeguard. Percorre via Bologna accompagnato dalla folla in corteo tra canti e preghiere, e dalla banda di Introdacqua diretta dal maestro Vito Di Benedetto; risale via Venezia verso via Gobetti, e da via Galiani si ferma in via Bruno Buozzi.
Nel borgo marinaro quest’anno, per motivi di salute, non c’è Maria Orsini, 92 anni, a consegnare i fiori per i morti in mare. Il santo riparte verso il molo sud dove c'è l’attracco del peschereccio “Nicola padre”, dei fratelli Giacomo e, Guerino De Masis con la moglie Marianna e mamma Annamaria, che «per la prima volta in 40 anni» hanno l’onore di trasportare la reliquia in mare (ieri agitato forza 3) seguita da 30 imbarcazioni stracolme. Gli applausi, il suono delle sirene, gli occhi umidi, le emozioni nei momenti del lancio delle corone in acqua, tra l’obelisco di D'Annunzio a sud, e il convento di Sant'Antonio, a nord, e il brindisi finale hanno chiuso il momento di festa. Si prosegue oggi.