In monopattino con il Gps: stop a chi esce fuori pista

9 Gennaio 2020

Due ditte forniranno i mezzi pubblici per i quali ci sarà un regolamento severo: si potrà andare solo sulle ciclabili, prevista la disattivazione per chi trasgredisce

PESCARA. Monopattini in città? Sì, ma seguendo la linea della prudenza. È questa la filosofia seguita dall’assessore a Mobilità, Viabilità e Trasporti Luigi Albore Mascia, che da un po’ si è attivato per disciplinare questo campo, alla luce del decreto numero 229 del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti del giugno 2019 e della recentissima equiparazione alle biciclette nell’ambito della legge di Bilancio. Prima ancora che intervenisse quest’ultima novità, l’assessorato aveva già messo a punto una delibera per avviare una sperimentazione di 12 mesi che interesserà - almeno nelle previsioni iniziali - 300 veicoli elettrici, che però dovranno avere delle peculiarità. Per ora il provvedimento è una bozza, che si sta limando e rivedendo in questi giorni, ma presto sarà portato all’attenzione della giunta comunale, verosimilmente entro il mese.
E il periodo di prova, se così si può chiamare, partirebbe entro l’estate, stando alle previsioni dell’assessore che ritiene la micromobilità elettrica «un aspetto importante della mobilità sostenibile». La sperimentazione interesserà 300 di questi veicoli elettrici che tanto vanno di moda e saranno gestiti da un paio di società. «Il Comune dovrà individuarle attraverso un bando», spiega Mascia, «e si occuperanno loro di tutto». Ma l’assessorato intende mettere dei paletti ben definiti alla circolazione di monopattini e segway. E si è già deciso quali.
Questi mezzi, stando al progetto elaborato dal Comune, potranno circolare solo sulle piste ciclabili della città, che si estendono su 25 chilometri, a una velocità che potrebbe essere fissata a 15 chilometri orari. Si è pensato anche alla sosta, che dovrebbe avvenire negli stalli già in uso sulle piste ciclabili in sede propria. Ma c’è anche altro. Per evitare che chi usa i monopattini esca dal percorso delle piste ciclabili, i mezzi usati per la sperimentazione dovrebbero essere dotati di un dispositivo Gps che ne consentirebbe la localizzazione, e quindi la disattivazione, se dovessero uscire dai percorsi autorizzati. Come dire: chi non rispetterà le regole si ritroverà a piedi, con il monopattino che non funziona più.
La motivazione è presto detta: «Queste scelte», spiega Mascia, «sono dettate dalla prudenza, visto che l’utilizzo di mezzi di questo genere può rappresentare un pericolo, ad esempio, per i pedoni e in particolare per gli anziani». Di qui la decisione di limitare percorsi e velocità per chi deciderà di prendere in affitto i monopattini dalle società designate dal Comune (non tutti, d’altronde, possono permettersi di comprarne uno). «Da parte nostra», conclude l’assessore, «c’è una apertura nei confronti di questi strumenti, sempre più apprezzati a livello nazionale. Ma la prudenza è d’obbligo, e il Comune è orientato su questa strada».
Per i monopattini dei privati invece la riflessione è ancora aperta, e bisogna capire se rendere omogenea la disciplina anche ai veicoli elettrici di proprietà. L’ideale, per Mascia, sarebbe promuovere un’armonizzazione coi comuni vicini, Montesilvano e Francavilla. Intanto la road map è questa: via libera della giunta del provvedimento che si sta definendo, procedura per individuare le due ditte attraverso un avviso e avvio della sperimentazione.