In pensione con quota 41 Manca poco alla riforma

È corsa contro il tempo per scongiurare nel 2022 l’uscita dal lavoro a 67 anni
Si va verso Quota 41 per tutti. Il Governo lavora alla Riforma delle pensioni 2022, necessaria per evitare lo scalone di cinque anni, che riporterebbe la pensione a 67 anni. A fine anno, infatti, scadrà Quota 100 che consente di lasciare il lavoro a 62 anni, con almeno 38 anni di contributi: una misura che non verrà rinnovata, in quanto troppo onerosa per le casse pubbliche. L'alternativa c'è: fare in modo che i lavoratori possano accedere alla pensione con 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età compiuta. Ma non è ancora stata definita la penalizzazione economica a cui andranno incontro nel computo dell'assegno mensile.
COME FUNZIONA. Quota 41 è una misura già esistente seppure riservata a determinate categorie di lavoratori in possesso di specifici requisiti che danno un accesso agevolato alla pensione: si tratta innanzitutto dei precoci. Per essere più precisi, la pensione anticipata per i lavoratori precoci è una prestazione economica erogata, a domanda, a coloro che possono far valere almeno 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19esimo anno di età e che abbiano perfezionato, entro il 31 dicembre 2026, 41 anni di contribuzione. Non basta però essere un lavoratore precoce per accedere a Quota 41.
REQUISITI ATTUALI. Quota 41 è riservata, al momento, solo a coloro che fanno parte anche di una delle seguenti categorie: i lavoratori che sono in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e conclusione integrale della prestazione per la disoccupazione da almeno tre mesi. In alternativa, devono avere un'invalidità superiore o uguale al 74%, assistere al momento della richiesta da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità o devono aver svolto attività particolarmente faticose. È il caso di addetti alle linee di catena, lavoratori notturni, conducenti di veicoli di capienza complessiva non inferiore ai 9 posti. Rientrano in questa fascia anche i lavoratori che hanno svolto un'attività gravosa per almeno 7 anni nell'ultimo decennio o per almeno 6 negli ultimi 7 anni di lavoro.
IPOTESI SCARTATE. Ma quali sono invece le ipotesi che per il momento sono state scartate? La prima riguarda l’introduzione di una proroga per Quota 100, che il Governo non intende attuare.
La seconda è la penalizzazione per chi va in pensione anticipata con il ricalcolo interamente contributivo, che comporterebbe un taglio di un terzo dell’assegno lordo e di un quinto di quello netto. Si pensa, in alternativa, di introdurre un meccanismo di penalizzazione per ogni anno di uscita in anticipo dal mondo del lavoro, con una penalizzazione media del 2% annuo. Per fare un confronto: andando in pensione con tre anni di anticipo, con questo meccanismo, ci sarebbe un taglio dell’assegno fino al 6%, con il ricalcolo contributivo il taglio arriverebbe al 30%. Ovviamente al crescere degli anni da ricalcolare col metodo contributivo il taglio diventa più consistente con una penalizzazione che grava fortemente soprattutto sui lavoratori part-time.
PROPOSTA INPS. Anche il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, ha avanzato una sua proposta per la Riforma delle pensioni, che prevede un’uscita anticipata a 62-63 anni solo con una parte contributiva per, poi, aggiungere la retributiva in seguito.
Secondo Tridico «ciò consentirebbe a 62-63 anni di uscire dal lavoro con la parte contributiva mentre quella retributiva si otterrebbe al raggiungimento dei 67 anni. Garantirebbe il principio della sostenibilità dei conti e si potrebbe legare anche a idee di permanenza sul lavoro a orario ridotto, per agevolare la staffetta generazionale e l'assunzione dei giovani».
Tridico propone anche una misura per i fragili, in particolare gli immunodepressi oncologici, per lasciare anticipatamente il lavoro a 62-63 anni prevedendo uno scivolo aggiuntivo rispetto all’Ape sociale, riservato a questa particolare categoria.

