In pensione tra un mese

Trignani, 62 anni, era di Castilenti. La cugina: «Sempre pronto ad aiutare»
TERAMO. Un mese al raggiungimento della pensione e tanti progetti ancora da realizzare, soprattutto nella sua amata campagna. Si sono infranti, insieme alla sua vita fatta di lavoro e sacrifici, nel boato dell’esplosione. Se n’è andato con il rumore Dino Trignani, proprio lui che tutti descrivono silenzioso e molto riservato, ma lasciando ancora una volta l’impronta della sua generosità che era una delle sue più grandi qualità. Con il suo avvertimento ha salvato la vita al collega L.D.G. che era in prossimità dell’area dove è avvenuto l’incidente. L'esplosione è stata avvertita in tutta la zona. «Stavamo pranzando, abbiamo sentito un boato fortissimo e tutta la casa tremare: questo è il terremoto abbiamo esclamato, ma mai avremmo pensato alla fabbrica di fuochi d'artificio» dicono alcuni residenti accorsi sul luogo.
Gli occhi dei colleghi si riempiono di lacrime. Dopo l’accaduto si sono radunati fuori dagli uffici: una giornata e delle immagini che si rincorrono nella mente che difficilmente dimenticheranno. Il dolore si legge nei visi attoniti e increduli dei cugini della vittima accorsi a Caprafico dopo la chiamata dei carabinieri. Lo avevano visto la sera prima quando era passato a portare, come da abitudine, l’uovo fresco alla nipotina che adorava per poi tornare nella vicina abitazione dove viveva solo. Una mamma persa da piccolo e una vita di sacrifici per Trignani che aveva iniziato a 14 anni a lavorare tra la campagna che continuava a coltivare producendo prodotti genuini che amava portare in tavola e cambiando vari impieghi, tra i quali all’Amadori, in un mattatoio, fino ad approdare due anni fa alla Di Blasio Elio Fireworks dove si trovava bene. «Ricevere la notizia è stata una doccia gelata e siamo subito corsi qui», racconta commossa la cugina Anna, « nostro cugino Dino era instancabile e stava sempre in movimento, era una persona gentile, benvoluta da tutti e di una generosità fuori dal comune. In paese era solito mungere le caprette e portare il loro latte ai bambini che avevano difficoltà a digerire quello vaccino senza mai farsi pagare. A ogni problema trovava una soluzione, ingegnoso e risoluto com’era, e tutti si affidavano alle sua capacità. Amava lo stile di vita sano come una sorta di filosofia tanto da coltivare e allevare i prodotti che poi mangiava». Uno sguardo con il marito e Anna riprende a parlare: «Dino amava gli animali e ospitava in casa quelli abbandonati per prendersene cura come figli. Gli mancava un mese alla pensione e già aveva dei progetti sulle coltivazioni, voleva riposarsi, dedicarsi alle sue passioni e tornare a trovare ogni tanto i colleghi di lavoro, ma non ha fatto in tempo. Purtroppo nessuno ci restituirà il nostro amato cugino».
Trignani era molto conosciuto a Castilenti dove la comunità è ora in lutto. La notizia della sua tragica scomparsa è rimbalzata in tutta la vallata del Fino anche perché in passato aveva ricoperto il ruolo di consigliere comunale. Il sindaco Alberto Giuliani lo ricorda come una bravissima persona: «L’ho incontrato proprio la sera prima dell’incidente e ci siamo salutati e fermati a parlare. Una bravissima persona».
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