In piazza con pentole e cucchiai E giovedì toccherà ai bambini

PESCARA. Hanno preso in mano le pentole, i coperchi e i cucchiai di legno per far sentire, forte, la loro protesta contro le lungaggini burocratiche che hanno portato a un nuovo allungamento dei...
PESCARA. Hanno preso in mano le pentole, i coperchi e i cucchiai di legno per far sentire, forte, la loro protesta contro le lungaggini burocratiche che hanno portato a un nuovo allungamento dei tempi per il ripristino del servizio mensa. I genitori degli alunni degli istituti comprensivi pescaresi si sono dati appuntamento ieri mattina alle 9,30 davanti al Municipio per chiedere al sindaco Marco Alessandrini e all’assessore Giacomo Cuzzi «il tempo pieno subito o, almeno, dal 1° ottobre», come era stato promesso durante gli incontri delle scorse settimane.
“Bimbi in lotta per la pagnotta”, si legge su uno striscione. “Senza tempo pieno genitori sotto un treno”, c’è scritto su un altro cartello. «Ci ritroviamo nell’incertezza più assoluta», si rammarica una mamma, Sabrina Manca, il cui figlio frequenta l’istituto comprensivo 5, «noi genitori vogliamo risposte chiare e coerenza dalla dirigente scolastica». «Il problema sussiste alle primarie, ma anche alla scuola dell’infanzia dove la situazione è ancora più grave poiché non è scuola dell’obbligo», ribatte un’altra mamma, Lucia Innocenti. Assieme ai genitori, riuniti in due comitati “Noi a mensa” presieduto da Claudio Cretarola e “Genitori a tempo pieno”, in piazza sono scese anche le lavoratrici delle mense, protagoniste nei giorni scorsi di un’altra protesta per il mantenimento delle ore di lavoro. Una parte delle mamme e dei papà si batte anche per il diritto dei propri figli a poter usufruire di un servizio aggiuntivo alla mensa comunale, quale il pasto cucinato a casa, al punto che era stata avanzata l’idea di una nuova protesta, ancora da confermare, per giovedì alle 13,30, ma stavolta con i bambini che dovrebbero consumare il pranzo al sacco davanti al Comune. «Ci eravamo già mobilitati e organizzati per il pasto domestico dal primo ottobre», aggiungono Sabrina e Michela, «i nostri figli frequentano l’istituto comprensivo 6 e il 9, questa poteva essere un’ottima soluzione, temporanea, in attesa del ripristino delle mense. E’ un nostro diritto, ci sono una serie di sentenze che vanno in questa direzione. Nei giorni scorsi abbiamo avuto degli incontri anche con il Comune, ma poi questa ipotesi sembra tramontata».
Altre mamme, tra cui Francesca Zingaro, chiedono all’amministrazione di «fare pressione sui dirigenti scolastici per accelerare sull’introduzione del pasto da casa».
«Ma il Comune può solo avere un ruolo propositivo», risponde l’assessore Cuzzi, «l’organizzazione del pasto domestico è una delle prerogative dell’autonomia scolastica, non dipende dunque dall’Ente, ma per diventare realtà deve essere regolamentato dagli istituti scolastici». L’incontro di oggi tra Comune, dirigenti scolastici, genitori, Asl e ufficio scolastico regionale, servirà «a comprendere i tempi del regolamento», conclude Cuzzi, «a cui le dirigenti dei 10 comprensivi stanno già lavorando e che dovrà recepire anche le prescrizioni della Asl che non sono ancora giunte». (y.g.)

