In piazza per Aliona e le tante donne uccise

Stamane manifestazione delle associazioni di Francavilla con la sorella della giovane moldava accoltellata a morte
FRANCAVILLA. La notizia della morte di Aliona Oleinic, 33 anni, moldava, avvenuta a seguito delle 11 coltellate inferte dal suo aggressore Roland Bushi, ha scosso l'opinione pubblica, già toccata dal femminicidio di Tortoreto di pochi giorni fa, con la l'uccisione di Mihaela per mano del marito Cristian. Cordoglio e giustizia sono le parole più ricorrenti nei tantissimi messaggi che in queste ore riempiono i social, un cliché che purtroppo si ripropone non di rado.
Anche per questo, l'associazione Kairos di Francavilla, su iniziativa del collettivo "Tante da raccontare" che ha raggruppato tutte le altre associazioni cittadine, ha organizzato per questa mattina, alle 11,30, una manifestazione in piazza Sirena in memoria di Aliona, per chiedere giustizia per lei e per tutte le vittime di violenza e femminicidi.
La prima a pretendere giustizia è la sorella della vittima, Natalia, che anche a mente fredda chiede l'ergastolo per il 27enne albanese, che la mattina dello scorso 3 settembre ha ucciso Aliona, solo perché lei lo respingeva. Bushi attualmente è detenuto nel carcere di Madonna del Freddo di Chieti e non ha ancora ricevuto comunicazione formale del triste epilogo. Il suo difensore, l'avvocato Antonello D'Aloisio, si trova fuori regione per motivi di lavoro, ma ha comunicato al padre di Roland l'accaduto, anche se non esclude che il ragazzo abbia saputo attraverso televisione e giornali. Proprio l'avvocato fa sapere che il padre dell'aggressore dal giorno del fattaccio è disperato e non riesce a darsi pace. Pare che durante il periodo in cui la ragazza stava meglio, avesse manifestato anche la volontà d'incontrarla. Adesso però, non c'è più niente da fare. L'unica parola sarà quella del tribunale e proprio per questo il sostituto procuratore Lucia Anna Campo ha disposto l'autopsia sul corpo della 33enne moldava, affidata al medico legale Cristian D'Ovidio e prevista per martedì al Gemelli di Roma, dove la ragazza è deceduta.
Servirà soprattutto per accertare il nesso di causalità tra l'aggressione e la morte ed escludere responsabilità mediche. Tuttavia, la morte della ragazza non dovrebbe cambiare la strategia difensiva, che rimane diretta a chiedere il rito abbreviato con la possibile richiesta di perizia psichiatrica su Roland Bushi. Questo perché, l'albanese ha già confessato in sede di udienza di convalida e andare al dibattimento potrebbe essere controproducente. Quello che però appare chiaro è che il quadro accusatorio nei suoi confronti, già articolato, con la morte di Aliona diventa ancora più complicato.
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