In piazza per far riaprire i porti

14 Giugno 2018

Anche in Abruzzo la manifestazione contro la decisione di respingere i profughi

PESCARA . Sono stati diverse decine, ieri pomeriggio, i manifestanti che hanno organizzato un sit in in piazza Italia a Pescara per dire «no» alla chiusura dei porti italiani, decisa dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, allo scopo di impedire l’attracco delle navi cariche di migranti in arrivo dal mar Mediterraneo, provenienti soprattutto dalle coste africane. Un appuntamento, che, analogamente, si è svolto anche in altre città italiane, al quale hanno preso parte, oltre a diversi esponenti politici, associazioni e organizzazioni, come Amnesty International, Arci, Libera, Agesci, il sindacato della Cgil, il movimento politico Potere al popolo e Abruzzo Social Forum.
«Noi non capiamo perché», ha argomentato Renato Di Nicola, di Abruzzo Social Forum, riferendosi alla vicenda della nave Aquarius, diretta a Siviglia, «siano state mandate delle navi italiane in aiuto. Vuol dire che qualcuno sta facendo campagna elettorale? Tuttavia», continua Di Nicola, «io posso comprendere che ci siano dei problemi con le migrazioni, ma allora non si sarebbe dovuta fare neanche la guerra in Libia».
A dare solidarietà ai migranti, ieri pomeriggio anche studenti delle scuole superiori cittadine. Come Davide, della quinta classe dell’itc Tito Acerbo, indirizzo Turistico. «È giusto restare umani», dice subito il ragazzo, «e voglio far notare che non è umano quanto sta accadendo», insiste lo studente, relativamente al rifiuto di accogliere l’Aquarius. Gianmarco, della stessa classe di Davide, aggiunge che «i migranti vengono da noi, poiché aspirano a una vita migliore. Sono costretti, date le loro condizioni», prosegue, «che devono essere così disagiate, tanto da mettere a rischio anche la propria vita». Contro la decisione del governo italiano, anche Gerardo Napolitano, un cittadino ieri presente all’incontro di piazza Italia. «C'è stato un errore di comunicazione», osserva Napolitano, «in quanto si sta facendo passare nell’opinione pubblica qualcosa che invece non è. E poi», prosegue, «perché a Catania è stato consentito uno sbarco, mentre all’Aquarius no?».
Sulla stessa linea anche Romina De Cesaris, che ha partecipato alla protesta. «Mi domando perché si producano clandestini. Ma poi voglio anche evidenziare che», riflette De Cesaris, «non siamo di fronte ad un’invasione e che da noi non c’è neanche accoglienza. Sconvolge il razzismo che vedo», conclude De Cesaris.
Vito de Luca