In piazza per salvare l’ospedale

3 Novembre 2015

Penne, riparte la protesta dei cittadini: organizzato un corteo per il 14 novembre

PENNE. Il futuro dell'ospedale San Massimo di Penne è sempre più in bilico, ma il comitato per la sanità vestina non ha nessuna intenzione di mollare la presa. Per il prossimo 14 novembre, un giorno prima che il punto nascite venga definitivamente soppresso in base alla riorganizzazione sanitaria stabilita dal governo regionale, è stato programmato un corteo di protesta che prenderà il via alle 15 da piazza Luca da Penne.

I manifestanti, guidati dal portavoce Gabriele Frisa, chiedono che il presidio ospedaliero pennese non subisca più tagli e depotenziamenti. Oltre al punto nascite, già da tempo destinato alla chiusura, l'ospedale di Penne da luglio soffre anche di un servizio ridotto del reparto di Radiologia che non effettua più prestazioni per utenti esterni.

Più in generale, da diversi anni il San Massimo è costretto a fare i conti con continui tagli e riduzioni d'organico. «Negli ultimi 15 anni il nostro ospedale, nonostante serva un'area molto ampia e con grandi problematiche dal punto di vista viario», ha detto Frisa, «ha ricevuto investimenti vicini allo zero. Tra Chieti e Pescara, vi sono almeno cinque strutture sanitarie tra ospedali pubblici e cliniche private, mentre nell'area vestina c'è il rischio che l'unico presidio sanitario esistente venga depotenziato e portato alla chiusura». «Con la soppressione del punto nascite», ha aggiunto, «il San Massimo sarà ulteriormente privato di posti letto e si avvicinerà pericolosamente alla soglia degli 85 posti letto, al di sotto della quale è prevista la chiusura. Il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, così come il suo predecessore Chiodi, non sta mantenendo le promesse e sta continuando una politica di tagli sulla struttura sanitaria vestina».

Francesco Bellante

©RIPRODUZIONE RISERVATA