In piedi e in coda per ore per curarsi contro i tumori

4 Ottobre 2018

Sedie e letti non bastano per tutti, i malati chiedono spazi nel reparto di Oncologia La Asl promette: «Entro un anno amplieremo i locali, anche quelli dell’hospice»

PESCARA. In piedi, schiacciati contro i muri lungo un corridoio stretto stretto che conduce alle minuscole stanze non asettiche dove ogni martedì i malati oncologici, una settantina, fanno le medicazioni ai cateteri venosi poche ore prima di sottoporsi alla chemioterapia al quinto piano di Oncologia. Le sedie, una decina, forse 12, sono troppo poche per tutti. La situazione è drammatica per i malati di tumore e la Asl promette: «Entro un anno amplieremo i locali». All’esterno, pazienti e familiari che li accompagnano, fanno la fila col sole e sotto la pioggia, al freddo e al caldo, appoggiati alle balaustre, davanti alle porte dell'unità operativa della Terapia del dolore e delle cure palliative, di fronte alla farmacia e al palazzo rosso di Diabetologia, nel cortile interno al presidio ospedaliero di via Paolini. Prendono il numeretto dal totem rosso come al supermercato e restano in piedi per ore, i pazienti, che ogni settimana si recano nel centro ospedaliero (aperto quotidianamente per le restanti terapie sui 3 o 4 posti letto a disposizione) per la pulizia e la medicazione dei cateterini che tengono infilati nelle braccia e non possono mai toglierli, neppure quando dormono. I dispositivi servono per permettere le infusioni chemioterapiche, ma devono essere costantemente sterilizzati, ripuliti, disinfettati, per evitare rischi di infezioni o, peggio, pericolose occlusioni.
I malati arrivano alla spicciolata e si mettono in attesa, spesso accompagnati dai familiari che siedono sui marciapiedi o sui muretti quando non ce la fanno più. Spesso arrivano prima dell'ora prevista dell'avvio delle medicazioni, le 14.30, che dovrebbero terminare alle 17. In tanti hanno i minuti contati e fanno tardi al lavoro. Il più delle volte, la disinfezione con fasciature e bendaggi, operazione che richiede una decina di minuti, prosegue anche oltre l'orario di chiusura. Altri pazienti che attendono il turno all'interno della struttura, sono stipati in una saletta. Troppo poche, quelle seggiole, per contenere la folla di malati costretta a stringersi contro i muri di un claustrofobico corridoio per permettere il passaggio di terze persone, tra due ali di persone malate in attesa. Manca l'aria lungo quelle corsie. Mancano gli spazi per consentire un dignitoso trattamento della malattia. Le salette della medicazione «sono attrezzate, pulite e gli infermieri e i medici sono bravissimi» riferiscono i malati in cura nel dipartimento Asl «fanno di tutto per metterci a nostro agio, si prendono cura di noi. Però mancano gli spazi per stare comodi, per non stare in piedi per ore. Al dolore delle cure per contrastare la malattia dobbiamo aggiungere la fatica di rimanere in piedi ore per dieci minuti di fasciature. E' umiliante».
I pazienti suggeriscono di spostare gli ambulatori della terapia del dolore e delle cure palliative al quinto piano, nel reparto oncologico. La Asl replica annunciando che i lavori per l'allargamento del dipartimento saranno eseguiti parallelamente a quelli previsti per l'ampliamento dei locali al piano superiore della stessa palazzina dove da 5 anni si trova l'hospice le Bouganville per la degenza dei malati terminali. Gli interventi saranno completati «non prima del prossimo anno, tra gara d'appalto e procedure burocratiche da espletare» comunicano i vertici aziendali.