In regione un’azienda su quattro è “rosa”

L’Abruzzo è al terzo posto della classifica nazionale per l’imprenditoria femminile
L'AQUILA. Un'impresa su quattro è "in rosa", ma la pandemia ne ha frenato la rincorsa. L'Abruzzo figura al terzo posto nella classifica nazionale, con il 25,9% di aziende guidate da donne, ben 38.490, subito dopo Molise e Basilicata. Seguono Umbria, Sicilia e Valle d’Aosta.
Resilienti, tenaci, pronte anche più degli uomini a mettersi in gioco. È la foto del milione e 340mila imprese, su scala nazionale, che hanno donne al timone, secondo il IV Rapporto sull’imprenditoria femminile realizzato da Unioncamere. Il 22% del totale, con l'Abruzzo che sfiora il 26%: sono realtà imprenditoriali che, nel corso degli ultimi cinque anni, sono cresciute a un ritmo molto più intenso rispetto a quelle maschili: il 2,9% contro lo 0,3%.
In valori assoluti l’aumento delle imprese femminili è stato più del triplo rispetto a quello delle aziende guidate da uomini: 38.080 contro 12.704. In sostanza, le imprese femminili hanno contribuito a ben il 75% dell’incremento complessivo di tutte le aziende in Italia, con 50.784 unità.
Anche se ancora fortemente concentrate nei settori più tradizionali, le imprese guidate da donne stanno crescendo, soprattutto nei comparti innovativi: è il caso delle attività professionali scientifiche e tecniche (+17,4% contro +9,3% di quelle maschili) e dell’informatica e telecomunicazioni (+9,1%,contro il +8,9% delle maschili). Lazio (+7,1%), Campania (+5,4%), Calabria (+5,3%), Trentino (+5%), Sicilia (+4,9%), Lombardia (+4%) e Sardegna (+3,8%) sono le sette regioni in cui le aziende al femminile aumentano oltre la media nazionale. In termini di incidenza territoriale, sul totale delle imprese, al vertice della classifica si incontrano ben tre regioni del Mezzogiorno, tra cui l'Abruzzo.
Di fronte al Covid, però, molte aspiranti imprenditrici hanno ritenuto opportuno fermarsi e attendere momenti più propizi. Tra aprile e giugno le iscrizioni di nuove aziende guidate da donne sono oltre 10mila in meno rispetto allo stesso trimestre del 2019. Il calo (-42,3%) è superiore a quello registrato dalle attività maschili (-35,2%).
Anche per effetto di questo rallentamento delle iscrizioni, sul quale ha inciso il lockdown, a fine giugno l’universo delle imprese femminili conta quasi 5mila unità in meno rispetto al 2019.
I dati, raccolti da Unioncamere, analizzano la risposta di genere all’interno del mondo delle imprese giovanili di fronte ad alcuni temi chiave della competitività e mostrano come le difficoltà innescate dal Covid 19 possano colpire maggiormente il mondo dell’impresa femminile: hanno una minore propensione all’innovazione, investono meno nelle tecnologie digitali di Industria 4.0, sono meno internazionalizzate e hanno un rapporto difficile con il credito, in quanto solo nel 4% dei casi la richiesta viene soddisfatta. (m.p.)

