In Rianimazione 11 malati I casi gravi raddoppiano

La situazione si aggrava in 24 ore: nelle terapie intensive finiscono i non vaccinati L’appello di Albani: «Immunizzatevi subito, senza perdere un solo giorno di più»
Aumentano di quasi il 50 per cento in un solo giorno i ricoveri in terapia intensiva facendo salire i posti letto occupati negli ospedali della regione a quota 11. Si tratta di persone non vaccinate con una sola eccezione, quella di un paziente oncologico, ricoverato allo Spirito Santo di Pescara, che è stato sottoposto a entrambe le dosi del vaccino Pfizer, ma la malattia pregressa ha inciso sugli effetti del vaccino.
Tutti gli altri, cinque uomini e cinque donne, non sono immunizzati. All'ospedale di Pescara si trovano ricoverate nel reparto di terapia intensiva, oltre al paziente oncologico, quattro persone di 33, 42, 59 e 62 anni. All'ospedale di Chieti si trovano invece pazienti di 33, 38 e 67 anni, anche in questo caso non vaccinati. E infine, negli ospedali della Asl 1, in particolare nei reparti intensivi di Sulmona e L'Aquila, sono ricoverati tre ultra 75enni non vaccinati.
La crescita dei casi registrata nella giornata di ieri, in totale 143, è condizionata principalmente da contagi di under 30 che sono ben 89. Secondo gli esperti saranno sempre di più i ragazzi colpiti dal coronavirus. Un appello accorato a vaccinarsi agli abruzzesi ancora indecisi arriva dal coordinatore regionale dell’unità di crisi per l’emergenza Covid, Alberto Albani: «Si rischia davvero la vita e non solo», dice al Centro l’esperto, «ci sarà anche un danno economico e sociale a causa dell'aumento di ricoveri che farà piombare l’Abruzzo nelle fasce di colore più restrittive».
I NUOVI CASI. Tra i 143 contagi recenti, si diceva, il 62 per cento riguarda i giovani, una delle fasce in cui si registra il maggior numero di persone non vaccinate. Tra i nuovi positivi ci sono anche una bambina di 2 anni e una 94enne, entrambe della provincia dell'Aquila dove si è registrato il numero più alto di casi (+43), seguita dalle province di Teramo, Pescara e Chieti, Quest’ultima ha superato i 20mila casi dall’inizio dell’emergenza. Nelle ultime 24 ore risultano guarite 85 persone, mentre gli attualmente positivi sono saliti a 2.084, quindi 57 in più rispetto al giorno precedente.
Il numero di tamponi molecolari analizzati è stato di 2.411 (30 in meno del giorno precedente) che portano il totale dall'inizio della pandemia a 1.298.727. I tamponi antigenici sono stati invece 3.854. Il rapporto tra test molecolari eseguiti e il numero dei positivi si è attestato al 5.93%, uno dei dati più alti registrato negli ultimi mesi.
Il comune con il maggior numero di contagi è stato ancora una volta quello di Pescara dove si contano 10 nuovi positivi in un giorno.
I RICOVERI. Sono raddoppiati in un solo giorno. Di fatto è questo il dato più preoccupante per quanto riguarda gli sviluppi dell’epidemia in Abruzzo dove, fino a qualche giorno fa, ci sono stati aumenti dei casi, quasi totalmente di variante Delta, ma l’incremento non era stato accompagnato da una crescita dei ricoverati soprattutto in Rianimazione. In pratica la Delta colpiva in modo diffuso ma non grave lasciando in tutti noi un margine di speranza in un miglioramento magari anche imminente.
Da ieri però la speranza si infranta del tutto dopo che nel giro di cinque giorni, senza soluzione di continuità, si sono verificati nove nuovi ingressi in terapia intensiva. Di pari passo è cresciuto anche il tasso di occupazione dei letti nei reparti di area medica.
All'inizio della scorsa settimana i letti occupati erano infatti il 40 per cento in meno. Ma in questo caso non siamo in emergenza. Anzi, l'Abruzzo si attesta ora tra le sette regioni d’Italia con il tasso di occupazione nei reparti di medicina Covid più basso a livello nazionale, pari al 4%. Per le terapie intensive la situazione si fa invece più complicata perché oggi la nostra regione è la quinta con il tasso di occupazione più alto, pari a un allarmante 6 per cento.
GLI ALTRI DATI. Ci sono poi altri 2.016 malati (+56 rispetto al giorno prima) in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Rimane fermo a 2.519 invece il numero delle vittime, dopo l'aumento di quattro decessi durante le ultime due settimane.
L'APPELLO. Un appello agli abruzzesi a vaccinarsi arriva da Alberto Albani, referente della Regione Abruzzo per l'emergenza sanitaria.
«I numeri dell'Abruzzo mostrano l'importanza del ruolo che svolgono i vaccini in questa situazione», esordisce il medico, «e non è un discorso ideologico o politico ma scientifico e matematico, che dovrebbe convincere chi sta facendo una battaglia contro la campagna vaccinale a cambiare idea. Non vaccinandosi si arreca un danno all’intera comunità, soprattutto nei confronti dei più fragili, oltre che un effetto economico mostruoso perché, se i numeri dei ricoveri nelle terapie intensive dovessero continuare a salire anche nei prossimi giorni, torneremo presto a cambiare fascia di colore. E in Abruzzo riavremo più restrizioni, più attività penalizzate e più povertà. Per questo motivo invito chi non lo ha già fatto a vaccinarsi subito. Senza perdere un solo giorno di più».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

