In settanta senza salario Spiraglio dalla Regione

4 Febbraio 2015

ALANNO. Nell’incontro che si è svolto in Regione, a Pescara, fra i 16 sindaci dell’ambito 35 della comunità montana Montagne pescaresi che ha sede ad Alanno (tranne i sindaci di Scafa e Tocco da...

ALANNO. Nell’incontro che si è svolto in Regione, a Pescara, fra i 16 sindaci dell’ambito 35 della comunità montana Montagne pescaresi che ha sede ad Alanno (tranne i sindaci di Scafa e Tocco da Casauria che sono usciti a fine 2014), l’amministratore unico della società Majella Morrone Oscar Pezzi che gestisce il piano sociale, il commissario liquidatore Paolo Costanzo, gli assessori regionali Marinella Sclocco e Mario Mazzocca, nonché Donato Di Matteo che ha partecipato anche se non atteso, sono state trovare convergenze per la soluzione dei mancati pagamenti degli stipendi (sette mensilità) ai settanta dipendenti dell’azienda Majella Morrone.

Due le possibili soluzioni prospettate: lo stanziamento di circa un milione e mezzo di euro in tre anni per il risanamento dei bilanci dell’azienda, di cui il commissario Costanzo ha illustrato la situazione debitoria oppure, in alternativa, il subentro di una cooperativa in grado di farsi carico del pagamento dei debiti in attesa di potersi rifare con la gestione dei piani sociali degli anni a venire.

In ogni caso, c’è stato da parte degli amministratori regionali la garanzia del riassorbimento del personale attraverso il subentro della cooperativa che si appoggerebbe alle provvidenze di un bando europeo. Per l’insolvenza verso i dipendenti, che sebbene senza compensi hanno continuato a garantire i servizi da oltre sette mesi, si è prospettata una soluzione rapida: quella di far pagare immediatamente le loro quote partecipative e di spettanza per i servizi sociali prestati dall’Azienda nel 2014 ai comuni ancora morosi come Abbateggio, Bolognano, Turrivalignani e Roccamorice, e di richiedere a tutti, compresi gli altri 12, il dovuto per i primi due mesi del 2015. Anche se, qualora tutti i comuni fossero solleciti a versare le quote, la somma non sarebbe sufficiente, ma i lavoratori potrebbero godere comunque di una buona boccata di ossigeno. Si tratta di personale altamente qualificato: operatori sanitari, educatori professionali, psicologi, assistenti sociali e specialistici nelle scuole, i quali sono sempre presenti sul posto di lavoro non potendo interrompere il servizio per non rischiare di incorrere nel reato di sospensione di pubblico servizio. Al momento, il loro lavoro si concentra su 60 alunni disabili assistiti, 60 minori affidati ai servizi sociali, 15 famiglie con disagio psico-sociale seguiti da educatori professionali, ma anche sullo svolgimento del servizio sociale professionale e segretariato sociale presenti in tutti i 18 comuni dell’ambito Asl 35, su una Casa di riposo che ospita 32 anziani e asilo nido Pua al distretto di Scafa.

Walter Teti

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