In soffitta metà delle vecchie sigle

In Regione ci sono 10 partiti, nei comuni centinaia di liste. Presto cambierà tutto
PESCARA. Si è perso il conto delle liste e delle sigle protagoniste della politica abruzzese. Soprattutto il Consiglio regionale è la cartina al tornasole per capire come cambia la fisionomia della politica in casa nostra. Oggi all’Emiciclo i gruppi sono dieci più il gruppo misto. Sette solo rappresentano partiti nazionali: Movimento 5 stelle, Partito democratico, Forza Italia, Centro democratico, Italia dei Valori, Ncd, Sel. Altri tre sono liste civiche: Regione Facile, Abruzzo civico e Abruzzo futuro. Due primi sette gruppi almeno tre sono in dissoluzione: Angelino Alfano il 18 marzo decreterà la fine dell’esperienza del Nuovo centro destra. Nascerà un nuovo soggetto centrista che in Abruzzo potrebbe inglobare quel che resta del Centro democratico e l’Udc guidato nella regione dal sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio. Un punto interrogativo merita la sopravvivenza dell’Idv, mentre Sel (rappresentato in Consiglio regionale da Mario Mazzocca e in parlamento da Gianni Melilla) è già migrata in massa tra i Democratici e Progressisti, avanguardia parlamentare del nuovo partito al quale sta lavorando Massimo D’Alema che ha dettato anche il nome: Articolo 1, ispirato alla Carta costituzionale (“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”). Articolo 1 non sarà presente col proprio simbolo alle amministrative ma lo vedremo certamente alle politiche e alle successive regionali.
Vedremo invece alle amministrative liste di Abruzzo civico (quando nacque una costola di Scelta civica), una federazione di liste civiche fondata dal giornalista Rai Giulio Borrelli, che alle comunali trova il terreno più fertile per esprimersi. Una cosa è però certa: dopo il congresso Pd niente sarà come prima: dal punto di vista delle sigle e di chi le anima.
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