In tre stagioni uno scudetto e quattro coppe

13 Gennaio 2020

La “seconda giovinezza” di Antonio: riparte dal Real Dem e vince il tricolore col Pescara di Iannascoli

PESCARA. Riniziare daccapo non lo spaventava. Antonio Capuozzo lo aveva già fatto, quando dalla A era risceso nelle serie inferiori, e dalla porta del Real Dem era stato promosso a quella del Pescara, con cui poi è diventato campione d’Italia. Nato a Napoli nel marzo del 1980, Capuozzo muove i primi passi tra i pali con Aversa e Bellona. Da qui, dopo i play off di B, passa al Montesilvano. Sono gli anni in cui conquista le prime convocazioni in nazionale, quando il tecnico è Alessandro Nuccorini e gioca tre partite tra il 2003 e il 2006. Passano quasi dieci anni prima che l’estremo difensore riveda l’azzurro: infatti, tra scelte tecniche e qualche infortunio, riscende il B. Un campionato con Marigliano, Acquaesapone e Loreto Aprutino, di cui è anche capitano. Nel 2014-2015 arriva la svolta che gli fa vivere una “seconda giovinezza” sportiva, quella più importante. Comincia la stagione col Real Dem, società satellite del Pescara del presidente Danilo Iannascoli. Quando a inizio stagione si infortuna il portiere titolare Leandro Pereira, il club biancazzurro sceglie Capuozzo per rimpiazzarlo. E lui ripaga la fiducia: diventa un punto fermo della formazione allenata da Fulvio Colini, e il primo anno è subito scudetto. Diventa campione d’Italia con il Pescara (che è anche finalista di Winter Cup e coppa Italia), e viene eletto migliore in campo nella finale decisiva col Kaos Reggio Emilia. Messo in bacheca lo scudetto, Capuozzo infila altri quattro titoli nazionali in biancazzurro: Coppa Italia 2015-2016 (gioca pure la finale Uefa futsal cup) e 2016-2017; supercoppe 2015 e 2016. Le prestazioni col Pescara gli valgono la nuova attenzione della nazionale: nel dicembre 2015 l’allenatore Roberto Menichelli lo richiama in azzurro per le qualificazioni ai mondiali del 2016 (ma non scende in campo). Nel 2018 c’è la squalifica: lascia il professionismo. Ma non il futsal, perché continua ad allenarsi con regolarità, convinto della propria innocenza e del fatto che presto sarebbe tornato tra i pali.(a.r.)
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