In tribunale con la siringa Scoperto dal metal detector

Da ieri è attivo un solo ingresso da via Lo Feudo, sbarrati tutti gli altri E dalle borse spuntano fuori piccoli coltelli, forbicine e persino un cavatappi
PESCARA. Voleva entrare in tribunale con una siringa sporca di sangue nascosta all'interno di una agendina che custodiva in tasca. Ma le guardie della sicurezza, che controllano il metal detector da ieri in vigore al palazzo di giustizia di Porta Nuova, hanno intercettato l'anomalia, bloccato l'uomo e rimandato indietro perché sprovvisto della documentazione necessaria a comprovare che l'uso della siringa fosse legato a una malattia diabetica. Ad altri visitatori sono stati temporaneamente sequestrati, poi restituiti all'uscita, coltellini a serramanico, forbicine e, a una signora, persino un cavatappi ancora in confezione integra dimenticato in borsa. Da ieri mattina il palazzo di giustizia è più sicuro grazie all'avvio di nuovi sistemi di sorveglianza h 24 annunciati nel novembre scorso dal presidente del Tribunale Angelo Mariano Bozza.
Si tratta di un metal detector (operativo dalle 7 alle 20) e una central station video in funzione notte e giorno all'ingresso di via Antonio Lo Feudo, con guardie giurate armate anche all'ingresso laterale di via Tirino. Al momento, mancano le telecamere di sorveglianza nei locali dove è stato posizionato l'impianto e la presenza di almeno un agente delle forze dell'ordine da affiancare alle guardie giurate che in caso di pericolo, con ingressi di armi, non hanno facoltà di perquisire né effettuare arresti. Tutti i cancelli e gli ingressi che circondano il palazzo di giustizia sono completamente bloccati, ma si apriranno contemporaneamente in caso di emergenza, come ad esempio un incendio.
Nel prossimo futuro, è prevista l'apertura dell'accesso al tribunale dalla parte dei parcheggi nella zona del monumento ai caduti di Nassiriya, ma sarà riservata solo alle toghe, non ai cittadini. I nuovi strumenti di sicurezza hanno sorpreso i visitatori convogliati nell'unico ingresso a loro dedicato, in via Lo Feudo davanti alla fontana di Spalletti, ma le procedure messe in atto dai tre agenti, più un quarto in supporto, della security (la società Aquila di Ortona) si sono svolte regolarmente.
Invece da oggi fino a venerdì, giornate di udienze piene, si prevedono afflussi record dei visitatori che entreranno insieme a tutto il personale giudiziario e delle attività commerciali, bar e tabaccheria interni alla struttura, in tutto circa un migliaio di persone.
Il presidente Bozza chiede all'utenza e agli organici di «avere pazienza» nei momenti di maggiore concentrazione della folla.
Ma mentre avvocati e magistrati, muniti di tesserino e badge (non ne sono in possesso i praticanti) possono utilizzare un ingresso laterale in via Lo Feudo o quello di via Tirino, per raggiungere sia i parcheggi sia le aule giudiziarie, i cittadini potranno entrare attraverso l'unico accesso dalla fontana artistica. Oltrepassando il tunnel azzurro, dietro una porta a vetro, troveranno gli agenti che inviteranno le persone a lasciare oggetti metallici, chiavi, telefonino, orologi, bracciali, dentro un cestino di plastica.
Contemporaneamente, borse, giacconi e documenti passeranno ai raggi X del radiogeno controllato da un monitor che scannerizza gli oggetti contenuti all'interno.
Una volta concluse queste operazioni, pochi secondi, i visitatori supereranno il metal detector e verranno ulteriormente controllati dai metal portatili. Se le spie luminose non si accenderanno, l'accesso sarà libero. Altrimenti c'è il rischio di doversi togliere scarpe, cinte e altri indumenti, come accade negli aeroporti. Prima di accedere all'area interna del tribunale, si potrà tornare in possesso degli oggetti depositati nel cestino. Quelli pericolosi, come appunto forbici e limette, saranno invece temporaneamente sequestrati, ma restituiti all'uscita.
Le apparecchiature in funzione al tribunale provengono dall'aeroporto di Pescara che li ha tenuti in custodia, dopo essere stati acquistati anni fa dal Comune prima che la gestione della città giudiziaria passasse al ministero della Giustizia. I costi del nuovo impianto di sicurezza e del personale operativo rientrano nelle spese previste per la manutenzione di tutta la struttura, circa 3 milioni di euro l'anno.
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