In ufficio niente social: scattano le nuove regole

17 Luglio 2023

Giudizi oltraggiosi o discriminatori possono costare il licenziamento

L'AQUILA. Attenzione a quello che si scrive sui social. Con il nuovo Codice di condotta dei dipendenti pubblici, i lavoratori saranno responsabili del contenuto di tutti i messaggi inviati. Vietato, in ufficio, l'utilizzo della posta elettronica personale, come l'accesso ai social dai dispositivi dell'ente. Chi non rispetterà le regole e invierà messaggi di posta elettronica oltraggiosi o discriminatori, sarà oggetto di provvedimenti disciplinari. Nei casi più gravi è previsto il licenziamento. Insomma, niente commenti o interventi che possano nuocere all'immagine dell'amministrazione di appartenenza.
NUOVE REGOLE. Il nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici è entrato in vigore esattamente tre giorni fa e prevede una responsabilità disciplinare civile, amministrativa e contabile in caso di «violazione di doveri, obblighi, leggi o regolamenti». In particolare, la norma precisa che «l’utilizzo di account istituzionali è consentito per i soli fini connessi all’attività lavorativa o ad essa riconducibili e non può, in alcun modo, compromettere la sicurezza o la reputazione dell’amministrazione». Quindi, è assolutamente importante utilizzarli esclusivamente per finalità lavorative, prestando attenzione anche a come vengono adoperati. L'utilizzo di caselle di posta elettroniche personali è di norma evitato per attività o comunicazioni di servizio, salvo i casi di forza maggiore dovuti a circostanze in cui il dipendente, per qualsiasi motivo, non può accedere all’account istituzionale.
RESPONSABILITÀ PERSONALE. Viene stabilito anche che «il dipendente è responsabile del contenuto di tutti messaggi inviati» e che «i lavoratori devono uniformarsi alle modalità di firma dei messaggi di posta elettronica di servizio individuate dall’amministrazione di appartenenza». Ciascun messaggio in uscita deve consentire l’identificazione del dipendente che lo manda e deve indicare un recapito istituzionale al quale lo stesso è reperibile. Quando si utilizza l’account istituzionale è obbligatorio, pertanto, consentire l’identificazione dell’autore del messaggio indicando, nel testo della comunicazione, un recapito telefonico istituzionale dal quale poter essere individuati e contattati. Saranno passibili di procedimenti disciplinari i comportamenti che comportano l’invio di messaggi di posta elettronica, all’interno o all’esterno dell’amministrazione, che siano oltraggiosi, discriminatori o che possano essere in qualunque modo fonte di responsabilità dell’amministrazione. Ai dipendenti, secondo quanto stabilisce il Codice, «è consentito l’utilizzo degli strumenti informatici forniti dall’amministrazione per poter assolvere alle incombenze personali, senza doversi allontanare dalla sede di servizio, purché l’attività sia contenuta in tempi ristretti e senza alcun pregiudizio per i compiti istituzionali».
ATTENZIONE A SCRIVERE. Anched nell’utilizzo dei propri account di social media, il dipendente pubblico deve usare ogni cautela affinché le proprie opinioni o i propri giudizi su eventi, cose o persone, non siano in alcun modo attribuibili direttamente alla pubblica amministrazione di appartenenza. «In ogni caso il dipendente è tenuto ad astenersi da qualsiasi intervento o commento che possa nuocere al prestigio, al decoro o all’immagine dell’amministrazione di appartenenza». In caso di riferimenti volgari e infamanti, il comportamento del lavoratore può costituire giusta causa di licenziamento, «pur in assenza di diffamazione».
CANALI ISTITUZIONALI. Va rispettato, inoltre, l’obbligo di comunicare solo attraverso i canali istituzionali. Sono escluse da tale limitazione le attività o le comunicazioni per le quali l’utilizzo dei social media risponde ad una esigenza di carattere istituzionale. È vietato, inoltre, ai dipendenti pubblici divulgare o diffondere informazioni all'esterno per ragioni estranee al loro rapporto di lavoro.
Il codice di condotta prevede che al personale delle pubbliche amministrazioni siano rivolte attività formative in materia di trasparenza e integrità, «per consentire ai dipendenti di conseguire una piena conoscenza dei contenuti del codice di comportamento, nonché un aggiornamento annuale e sistematico sulle misure e sulle disposizioni applicabili in tali ambiti». Attività che devono includere cicli formativi sui temi dell’etica pubblica e sul comportamento etico, da svolgersi obbligatoriamente in caso di nuova assunzione, di passaggio a ruoli o a funzioni superiori, di trasferimento del personale. La durata e l'intensità dei corsi di formazione sono proporzionate al grado di responsabilità del dipendente. Tutte le attività formative si dovranno svolgere «con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica».
BENESSERE DEL PERSONALE. I dirigenti, compatibilmente con le risorse disponibili, saranno chiamati a favorire «il benessere organizzativo nella struttura e rapporti cordiali e rispettosi tra i collaboratori, basate sulla reciproca fiducia». Infine, dovranno assumere iniziative finalizzate alla circolazione delle informazioni, all’inclusione e alla valorizzazione delle differenze di genere, di età e di condizioni personali.
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