In un giorno 24 vittime Via a 5 nuove zone rosse

24 Febbraio 2021

Dopo Pescara e Chieti scattano divieti extra anche nei Comuni dell’Aquilano Per ora sono Ateleta, Campo di Giove, Cansano, Roccacasale e Ortona dei Marsi

Altri 24 morti. L’Abruzzo fa registrare uno dei dati più alti di sempre per quanto riguarda i decessi legati al Covid-19. E nello stesso giorno il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva raggiunge il record: 78 le persone in rianimazione. Mai erano state così tante, neppure nei momenti più bui dell’ondata autunnale. La situazione, nonostante le rigide misure in atto, continua a peggiorare, complice la circolazione diffusa della variante inglese, considerata più contagiosa.
Dopo Pescara e Chieti e relativi territori provinciali, le zone rosse si estendono all’Aquilano. Il governatore, Marco Marsilio, ha infatti disposto maggiori restrizioni per cinque Comuni: Ateleta, Campo di Giove, Cansano, Roccacasale e Ortona dei Marsi.
ANCORA VITTIME. Il bilancio delle vittime sale a 1.652. Ventiquattro i decessi segnalati nell’ultimo bollettino. In poche altre occasioni il dato era salito così in alto. Si tratta di persone di età compresa tra 60 e 96 anni: una in provincia di Chieti, tre in provincia di Teramo e addirittura 20 in provincia di Pescara.
Del totale, 13 decessi sono relativi ai giorni scorsi, ma sono stati comunicati solo ieri dalle Asl. Le undici vittime più recenti sono un 61enne di Alanno, un 68enne di Sant’Omero, un 71enne, un 75enne e un 89enne di Pescara, un 78enne di Roccamorice, un 78enne di Atri, un 81enne di Tocco da Casauria, una 82enne di Chieti, un 83enne di Città Sant’Angelo e un 91enne di Montesilvano.
NUOVI CASI. Nelle ultime ore sono stati accertati 322 nuovi casi. Sono emersi dall’analisi di 4.081 tamponi molecolari: è risultato positivo il 7,89% dei campioni. Eseguiti anche 4.339 test antigenici. Dei nuovi positivi il più giovane è un bambino di Pescara di un anno, il più anziano è una 94enne residente fuori regione. Quelli con meno di 19 anni sono 62: quattro in provincia dell’Aquila, 17 in provincia di Pescara, 18 in provincia di Chieti e 23 in provincia di Teramo.
LE LOCALITÀ. La località con più nuovi casi è ancora una volta Pescara, con 50 contagi recenti. Poi ci sono Roseto degli Abruzzi (17), Chieti (16), Lanciano (15), Bucchianico (13), Montesilvano (13) e Ortona (11). A livello provinciale, l’incremento più consistente si registra nel Pescarese (+137). Seguono il Teramano (+84), il Chietino (+76) e l’Aquilano (+27). Alla luce degli ultimi dati, la provincia di Pescara, con 13.111 casi dall’inizio dell’emergenza, torna ad essere la prima in Abruzzo.
Il territorio, già in cima alla classifica nella prima fase della pandemia, era scivolato all’ultimo posto nel corso dei mesi, ma la corsa del virus delle ultime settimane ha fatto salire rapidamente i numeri.
RECORD TERAPIE INTENSIVE. Tanti i guariti delle ultime ore: sono ben 447, che fanno salire il totale a 37.289. Di conseguenza, nonostante l’alto numero di nuovi casi, scendono gli attualmente positivi al virus, che arrivano a quota 12.823 (-149). Il dato preoccupante, però, riguarda i ricoveri che continuano a salire, passando dai 669 di lunedì ai 673 di martedì. Allarmante la situazione delle terapie intensive, che registrano il record assoluto: 78 i pazienti in rianimazione, un dato che supera anche i 77 del 28 novembre. Due, nel complesso, i ricoveri in più rispetto a lunedì, al netto di decessi, dimissioni e 12 nuovi accessi, altro incremento record in un solo giorno. Al momento il tasso di occupazione dei posti letto è pari al 38,8%, a fronte di una soglia di allarme del 30%. In area medica ci sono 595 pazienti (+2): in questo caso il tasso di occupazione è del 39%, ma rispetto ad un valore limite pari al 40%.
ZONE ROSSE. La situazione, dunque, ogni giorno è più delicata. Si susseguono le riunioni degli esperti, che studiano misure “chirurgiche” per contrastare la corsa del virus. Proprio su indicazione degli addetti ai lavori, il governatore dell’Abruzzo ha firmato un’ordinanza che istituisce la zona rossa per cinque Comuni: Ateleta, Campo di Giove, Cansano, Roccacasale e Ortona dei Marsi. Non si può entrare né uscire dai paesi se non per motivi di lavoro, salute o necessità.
In quei territori, complici anche le varianti, i contagi sono in aumento. La zona rossa - le maggiori restrizioni sono già in vigore dal 14 febbraio a Pescara, Chieti e nei loro interi territori provinciali, dove dilaga la variante inglese - si estende dunque all’Aquilano. Il provvedimento, firmato in tarda serata, entrerà in vigore domani e sarà valido fino a domenica 7 marzo.
«GRAVI RISCHI». Ai cinque Comuni si aggiunge Pacentro, che non entra in zona rossa ma è osservato speciale. Nell’ordinanza del governatore, la numero 9, alla luce della relazione del Gruppo tecnico scientifico regionale (Gtsr), viene sottolineata la necessità di «porre in essere tutte le misure utili a contenere la trasmissione e la pressione ospedaliera», visto «l’incremento rilevante dei positivi» in quei piccoli Comuni in cui «la diffusione del virus deriva dalla frequentazione degli esercizi commerciali della zona ed ha carattere di alta pericolosità, considerato che i residenti lavorano in prevalenza in altri comuni e, dunque, sono possibili diffusori asintomatici». La Asl, stabilisce l’ordinanza, dovrà promuovere screening di massa nei territori in questione.
LOCKDOWN CONDOMINIALE. Marsilio, infine, impone alla Asl, in collaborazione con il sindaco dell’Aquila, di adottare «ogni utile iniziativa finalizzata a circoscrivere la zona di residenza del paziente e dei suoi contatti stretti» risultati positivi alla variante brasiliana. Gli esperti del Gtsr, in caso di positività alle varianti, parlano addirittura di «blocco della mobilità dei quartieri di residenza dei soggetti positivi alle stesse, o quantomeno dei condominii».