In un giorno 45 positivi È la città con più contagi

C’è anche un alunno di Borgomarino. Fazii: dai giovani i maggiori rischi
PESCARA. Con 45 casi registrati ieri dall’analisi dei tamponi, Pescara torna a essere il Comune abruzzese con il numero più alto di nuovi contagiati. Un dato che non si era mai registrato in questa seconda ondata della pandemia e che si inserisce in un trend ascendente cominciato dall’inizio della settimana.
In quattro giorni, infatti, si è passati dai 7 casi di lunedì ai 25 di martedì, giorno della festività dell’Immacolata, per poi abbassarsi a 13 nuovi contagiati mercoledì e schizzare infine ai 45 positivi di ieri. Di questi ultimi, 12 hanno meno di 19 anni. Tra loro c’è anche un alunno della scuola primaria di Borgomarino, guidata dalla dirigente Valeriana Lanaro. Da oggi una seconda elementare è stata posta in quarantena domiciliare cautelativa. La Asl sta valutando in queste ore la necessità di adottare un provvedimento analogo per altre due classi, una seconda e una terza elementare della stessa scuola, i cui studenti potrebbero aver avuto contatti con il bimbo contagiato all’interno del refettorio. E se qualcuno già avanza presunti collegamenti tra la nuova ondata di positivi e l’ingresso di Pescara e dell’Abruzzo in zona arancione, il virologo Paolo Fazii smentisce categoricamente questa ipotesi e, ricordando come i dati epidemiologici facciano riferimento alla data in cui è stata notificata la positività al virus, e non a quando è stato effettuato il test né tantomeno al giorno effettivo del contagio, rileva invece «un miglioramento frutto delle misure restrittive» che proseguirà anche nei prossimi giorni «almeno fino a Natale», quando tutto sarà affidato al buonsenso delle famiglie. Il direttore dell’unità operativa complessa di Microbiologia e virologia clinica a valenza regionale della Asl di Pescara sottolinea, infatti, come dei 227 i nuovi casi di coronavirus accertati nelle ultime ore in Abruzzo «i 45 di Pescara non sono un numero importante se rapportati ai 2.792 tamponi effettuati».
«Talvolta possono verificarsi cluster dovuti a situazioni di contagio particolari», spiega Fazii, «come registrato per i residenti delle Rsa. Dico che non dobbiamo preoccuparci e che questa è una fluttuazione normale. I numeri scenderanno di giorno in giorno perché, in questo momento, anche Pescara sta raccogliendo i frutti di un lockdown che, seppure sia stato soft, ha comunque modificato i comportamenti del cittadino medio, soprattutto dei più giovani, maggiormente inclini a riunirsi senza mascherina». Secondo l’esperto, quindi, le restrizioni messe in atto durante i venti giorni di zona rossa e quelle attuali connesse all’ingresso in fascia arancione «stanno funzionando». «Vedremo i benefici di queste misure fino a Natale», ammonisce Paolo Fazii, «sulle festività, invece, c’è un grosso punto interrogativo perché più gente si muoverà e peggio sarà per la diffusione della pandemia. Temo le riunioni goderecce e i cosiddetti ricongiungimenti alimentari. Per non parlare del Capodanno. Bisognerà essere vigili, visto che molti giovani cercheranno il sistema per riunirsi con gli amici con la compiacenza dei genitori. Le tavolate possono essere pericolosissime perché, naturalmente, a tavola non si indossano le mascherine e spesso viene meno anche il distanziamento interpersonale, finendo per contagiarsi a vicenda. Il problema è che poi ne pagheranno le conseguenze i genitori e i nonni di questi ragazzi».
Quanto alla situazione delle scuole, è stata affrontata ieri anche nella commissione comunale pubblica istruzione, presieduta da Fabrizio Rapposelli, con il vicesindaco Gianni Santilli che ha fatto il punto sugli sviluppi della seconda ondata e sul rientro in classe alle medie.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

