In un manuale i pericoli della Rete

Gli esperti della polizia e del Corecom a confronto con i ragazzi del D’Ascanio
PESCARA. Conoscenza del mezzo, prudenza nell'usarlo, consapevolezza dei rischi e delle conseguenze legali a essi legati.
Sono le tre strade che hanno percorso gli esperti per arrivare dritti al cuore e alla mente degli studenti del liceo scientifico “D'Ascanio” di Montesilvano riuniti nell'aula magna dell’istituto per inquadrare meglio argomenti di grande attualità quali “Cyberbullismo e web reputation”.
I giovani cosiddetti nativi digitali sono davvero consapevoli delle immense potenzialità della Rete? Sono pronti a evitare furti d'identità o diffusione di dati e immagini private?
Per rispondere a queste domande, il Co.Re.Com Abruzzo ha ideato un progetto di diffusione di corretta informazione nelle scuole sull'argomento e, in collaborazione con il quotidiano il Centro, ha pubblicato un manuale facilmente consultabile da studenti, genitori e insegnanti per aiutare a tutelare la “reputazione on line” e navigare in Rete in modo consapevole.
«Se usiamo bene il web», sostiene con energia l'ispettore capo della polizia postale e comunicazioni Abruzzo Alessandro Clementi, «diventiamo meno vulnerabili da parte di tutti quegli estranei di cui non vediamo i volti e che abitano un mondo dove tutto è veloce e repentino. Un solo errore ci condanna irrimediabilmente».
Un discorso sottolineato ampiamente dal presidente del Co.Re.Com Abruzzo Filippo Lucci e dalla dirigente Co.Re.Com Emiliana Di Sabato che hanno passato in rassegna questioni come identità digitale, diritto alla privacy e responsabilità di carattere penale che i reati commessi in Rete possono produrre.
«Voi giovani vivete in maniera quasi simbiotica con i vostri dispositivi tecnologici», hanno spiegato Lucci e Di Sabato agli studenti, «come computer, smartphone, tablet ma spesso non siete consapevoli del fatto che la vostra identità digitale è pubblica, accessibile agli esperti e può essere condivisa da tutti e per sempre. Se le azioni compiute on line sono virtuali, le loro conseguenze sono reali».
Infatti, anche se fino al compimento della maggiore età non è prevista responsabilità penale, se il minore che usa in maniera violenta il web è ritenuto “socialmente pericoloso” possono scattare per lui misure di sicurezza come il riformatorio, la libertà vigilata e le pene pecuniarie per la famiglia.
Sul cyberbullismo e sulle sue conseguenze si è soffermato in particolare l'ispettore Clementi mostrando alcuni dati allarmanti sulle prevaricazioni on line: molestie, denigrazione, persecuzioni attraverso l'uso di immagini, video, frasi e informazioni.
«La barriera virtuale abbassa freni morali e inibizioni del bullo, che attacca in qualsiasi momento del giorno o della notte provocando ansia e depressione nella vittima. Il Miur ha emesso delle direttive specifiche coinvolgendo in un patto di corresponsabilità anche genitori e insegnanti».
Con la legge 71 del 2017 si può chiedere l'oscuramento o rimozione di dati personali diffusi nella Rete, ma purtroppo spesso la condivisione immediata rende impossibile eliminare video o immagini entrate in circolazione.
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