Incendi, l’appello dei sindaci: «Più fondi per la prevenzione»

3 Febbraio 2022

Il prefetto Di Vincenzo invita i Comuni ad aggiornare la mappatura delle zone percorse dal fuoco Masci: «Rafforzare la videosorveglianza». De Acetis (Caramanico): snellire la procedura dei soccorsi 

PESCARA. Aiuti economici aggiuntivi per prevenire gli incendi e un maggior coinvolgimento dei Comuni nella definizione dei piani di emergenza. È il doppio appello lanciato dai sindaci del Pescarese, nel giorno in cui il prefetto Giancarlo Di Vincenzo li ha sollecitati ad aggiornare la mappatura delle zone percorse dal fuoco in passato e, dunque, considerate più a rischio. Il Centro ne ha sentiti alcuni, facendo anche il punto sui lavori di prevenzione nei territori della provincia devastati dagli incendi estivi. A partire dal dramma della Pineta dannunziana di Pescara, che il 1° agosto ha visto bruciare 25 ettari, fino ai roghi nel Parco della Maiella a Caramanico Terme. «La speranza è che, con l’arrivo dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)», sottolinea il sindaco di Pescara, Carlo Masci, che sta lavorando per riaprire tutti i comparti della pineta danneggiati dalle fiamme, «si spendano maggiori risorse per la prevenzione degli incendi. Noi abbiamo istituito un tavolo di confronto con diverse istituzioni per la Pineta e vogliamo rafforzare la videosorveglianza con sistemi ad infrarossi».
Le zone più a rischio
Il prefetto ha sollecitato i Comuni ad aggiornare il catasto delle aree interessate dagli incendi. «Si tratta di un registro che viene aggiornato quando c’è un nuovo rogo», spiega il sindaco di Torre de’ Passeri, Giovanni Mancini, «ma bisogna prima avere tutti i dati precisi: quanti ettari sono andati in fumo, le specie vegetali coinvolte e la cartografia esatta dell’incendio. Nel nostro caso, stiamo ancora aspettando i documenti dai vigili del fuoco per aggiornare alcune mappature». Il catasto è considerato fondamentale per la prevenzione degli incendi. Se un luogo è inserito nel registro, ad esempio, non sarà possibile costruirci sopra per i successivi 10 anni. I sindaci, soprattutto quelli dei piccoli comuni, si stanno attrezzando per aggiornare la mappatura delle zone a rischio, non senza difficoltà. «C’è anche il problema della viabilità forestale», spiega Luigi De Acetis, sindaco di Caramanico, «col tempo le strade dell’interno diventano poco praticabili ed è difficile mapparle in maniera esatta, oltre che pulirle. E in generale la macchina burocratica dei soccorsi andrebbe snellita». Ma non sono le uniche criticità sollevate dai sindaci: «Vorremmo essere più coinvolti dai piani regionali di emergenza», spiega Mancini, «invece troppo spesso siamo costretti ad operare da soli. Abbiamo messo in piedi sistemi di videosorveglianza e stiamo cercando di liberare le nostre strade pulendo le sterpaglie, in modo che i soccorsi non vengano ostacolati. Purtroppo, però, il margine di intervento dei Comuni e le risorse a disposizione sono sempre pochi». «Negli ultimi mesi», sottolinea il sindaco di Lettomanoppello, Simone D’Alfonso, «su impulso dei sindaci sono stati messi in piedi tavoli di confronto anche nel periodo invernale. Ma, oltre ad avere più fondi dalla Regione e dallo Stato, l’ideale sarebbe coinvolgere direttamente i Comuni per confrontarsi su come arginare i roghi sul nascere». C’è anche chi lavora per installare nuove prese d’acqua per i mezzi dei vigili del fuoco: «In caso di emergenza, può essere un problema non da poco», spiega De Acetis, «per questo bisogna lavorare sulla sorveglianza attiva, oltre che sulla sensibilizzazione della gente che troppo spesso commette leggerezze fatali».