Incendio ad Alanno, caccia al piromane

11 Ottobre 2023

In fumo ottanta ettari di sterpaglie, danneggiati anche vigneti e oliveti. Il sindaco: «Dietro al fuoco c’è la mano dell’uomo»

ALANNO. Piromani in azione anche ad Alanno, dopo i roghi di giovedì scorso a Castiglione a Casauria, Torre de’ Passeri e Pescosansonesco dove sono andati in fumo cento ettari di macchia mediterranea e olivi. Oltre ottanta ettari di terra, vigneti e uliveti sono andati a fuoco ad Alanno, in località Costa delle Plaie, già interessata da un vasto incendio nell’agosto scorso. Lunghe, oltre 20 ore, e complesse le operazioni di spegnimento delle fiamme che hanno «distrutto i vigneti, toccati anche quelli della cantina Castorani», rivela il sindaco Oscar Pezzi. «Le fiamme», riprende, «hanno arso terreni incolti e lambito una abitazione, senza alcuna conseguenza per via del tempestivo intervento» delle squadre dei vigili del fuoco di Alanno e Pescara e di un Canadair che per tutta la giornata di ieri ha effettuato numerosi lanci di acqua prelevata anche da Francavilla.
Il rogo è scoppiato alle 19.30 di lunedì ed è proseguito tutta la notte lungo il costone impervio delle Plaie che confina con Collegrande, due zone che costeggiano il fiume Pescara. «Ad un certo punto della notte l’incendio sembrava essersi fermato», prosegue il sindaco, «ma poi è ripreso con più vigore grazie al vento. I vigili del fuoco hanno operato tutta la notte con una trentina di mezzi», ieri sono stati necessari i Canadair per proseguire le operazioni di spegnimento. «È stata sicuramente la mano dell’uomo a colpire», ipotizza Pezzi, «qualcuno che si sta divertendo a vedere bruciare le coltivazioni, anche se ci sono appezzamenti incolti e abbandonati. In questa devastazione è impossibile anche risalire ai punti di accensione».
Sul posto sono impegnati anche gli uomini della Protezione civile e numerosi volontari. Un sopralluogo ad Alanno è stato effettuato anche dal sindaco di Castiglione, Biagio Petrilli, preoccupato che «il fronte del fuoco non raggiungesse di nuovo i nostri territori già provati con oltre cento ettari andati in fumo. Distrutti gli alberi di olivo che non quest’anno non daranno frutti», conclude.
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