Incendio devasta San Silvestro: fuga dalle case, agenti intossicati

Distrutte tre auto in sosta, evacuato ristorante con 120 persone che partecipavano a una festa
PESCARA. Un inferno. Fuoco e fumo hanno devastato San Silvestro, ieri pomeriggio. Le fiamme, alimentate dal vento caldo, erano altissime e spaventose, si sono avvicinate pericolosamente alle case e al Paradiso country house, e per ore hanno divorato la vegetazione della collina, mettendo in allarme non solo gli abitanti della zona, terrorizzati da quello che stava accadendo, ma l'intera città e anche oltre. L'enorme colonna di fumo, infatti, era visibile a chilometri e chilometri di distanza, anche da altri comuni, e l'odore acre provocato dal rogo si è diffuso in lontananza, in serata.
Hanno affrontato un lavoro spaventoso i vigili del fuoco che hanno impegnato tutti i dieci mezzi e il personale in servizio a Pescara (5 squadre) - oltre a far sollevare l'elicottero, in attività fino a quando è arrivata la notte - e hanno fatto intervenire altri mezzi e colleghi da Chieti, Teramo, L'Aquila e Perugia, per fronteggiare nella maniera più massiccia possibile l'emergenza scoppiata a metà pomeriggio. Sembrava uno scenario di guerra perché i fronti da tenere sotto controllo erano diversi, visto che i focolai erano sparpagliati in più punti, ed è stato necessario far evacuare molte abitazioni, perché le fiamme erano ormai vicinissime. Nonostante il lavoro preventivo, anche da parte della protezione civile e dei privati, il fuoco ha avuto la meglio, almeno in un caso: ha raggiunto un'abitazione, danneggiandola, e distrutto tre auto parcheggiate all'esterno.
Ma questo dato è solo provvisorio: fino a ieri sera tardi, infatti, l'incendio non era stato ancora domato ovunque, per cui un bilancio definitivo era impossibile da tracciare. Le operazioni di spegnimento sono andate aventi anche nella notte e per questa mattina - alle prime luci del giorno - è stato annunciato l'intervento dei mezzi aerei per contrastare le fiamme.
Per soccorrere la popolazione sono state inviate dalla centrale del 118 a San Silvestro tre ambulanze, tra cui quella della Misericordia, e alcuni poliziotti intossicati hanno raggiunto l'ospedale, dopo diverse ore di permanenza nella zona del rogo. Oltre alla polizia, c'erano anche carabinieri e guardia di finanza. Una delle priorità è stata l'evacuazione di alcune case a rischio (una ventina), e tra gli edifici liberati c'è anche il Paradiso country house: nella struttura c'erano 120 persone che ieri pomeriggio stavano partecipando a una festa, ma è stato necessario svuotare tutto perché le fiamme avevano raggiunto e lambito la struttura.
Ha accompagnato passo passo gli interventi dei vigili l'assessore comunale Eugenio Seccia, di San Silvestro, che ha visto andare a fuoco, con enorme preoccupazione, «la zona di Colle Renazzo, dove è stato lambito il ristorante Il diavolo e l'acqua santa, e l'area interna, dove il fuoco è arrivato in contrada Specchioli e via Valle della Chiesa. C'erano focolai dappertutto e la potenza del fuoco era impressionante», diceva ieri sera Seccia ripensando allo «scoppiettìo» delle fiamme e al «sapore della cenere», avendone respirata «una pioggia» per ore. Seguendo i vari fronti del rogo sin dal primo momento, in particolare San Silvestrino e vicino a Villa Immacolata, un residente, Cristian Di Lisio, ha parlato della «inaccessibilità di alcune zone boschive» e quindi della difficoltà di raggiungere le fiamme con i mezzi e ha descritto i pini andare a fuoco come «dei fiammiferi» che ha visto accendersi con una vampata, per poi «creare dei roghi attorno». A San Silvestro, nelle ore dell'emergenza, anche il presidente della Regione Marco Marsilio e il sindaco Carlo Masci. Il Comune, ha detto il primo cittadino, «ha subito attivato il Centro operativo per il coordinamento dei volontari impegnati con le segnalazioni e la gestione delle emergenze e dei casi critici, in particolare per le fasce più deboli come gli anziani. E' stato anche dato incarico all’Arta di attivare tutte le procedure per adottare misure precauzionali a causa del rilascio nell’atmosfera di micropolveri sottili» e sono stati predisposti posti letto in hotel. Proprio Masci si è rivolto alla Protezione civile nazionale, al capo dipartimento Angelo Borrelli, al dipartimento dei vigili del fuoco, alla prefettura e alla Regione per chiedere «mezzi di spegnimento idonei, in particolare Canadair», ieri assenti. E dal senatore Luciano D'Alfonso è partito un appello, subito accolto, al capo dipartimento dei vigili del fuoco Salvatore Mario Mulas e a Borrelli per «mettere a disposizione tutti gli idonei mezzi di soccorso per un intervento congiunto e tempestivo».

