Incendio vicino alle case distrugge un deposito

22 Marzo 2018

Montesilvano: paura in via Tavo, in fumo materiale in plastica e cassette di legno Già un anno fa, i residenti di Villa Verlengia avevano denunciato il degrado

MONTESILVANO. Una notte di paura e preoccupazione per i residenti del quartiere di Villa Verlengia, quella trascorsa tra martedì e mercoledì, quando un incendio di grandi dimensioni si è sviluppato all’improvviso, mettendo a repentaglio le abitazioni.
Intorno alle 2 di notte, le fiamme hanno avvolto un deposito di cassette di legno e materiale in plastica stoccato da un residente in un’area di via Tavo, traversa di corso Umberto al confine con la strada parco e poco distante dal supermercato Lidl.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco, che hanno impiegato circa tre ore per domare l’incendio e mettere in sicurezza l’area. La tempestività dei pompieri, tuttavia, non ha impedito al rogo di lambire e danneggiare anche l’abitazione del settantenne che da anni stoccava cassette di legno e plastica da ortofrutta in piena zona abitata.
Sono attualmente in corso le verifiche tecniche per valutare i danni riportati dall’edificio, così come sono in fase di svolgimento gli accertamenti da parte dei carabinieri di Montesilvano, capitanati dal comandante Vincenzo Falce, per stabilire se l’incendio sia di natura accidentale o dolosa, anche se il maltempo degli ultimi giorni lascia propendere per quest’ultima ipotesi. All’indomani dell’accaduto in molti si chiedono se il rischio corso dagli abitanti del quartiere, a cominciare proprio dal proprietario del deposito, poteva essere evitato. Da tempo, infatti, i residenti della zona avevano lanciato il proprio grido d’allarme in merito a quella situazione di pericolosità, degrado e carenza igienico-sanitaria che li esasperava da anni.
«Purtroppo è successo quello che si temeva da tempo», commenta un residente. «L'incendio è stato terribile e per un puro caso non ha provocato danni ben più gravi anche grazie alla pioggia. Purtroppo nessuna autorità ha avuto la forza di costringere il titolare del deposito a bonificare l'area nonostante le numerose denunce».
A raccogliere gli appelli di coloro che in più occasioni avevano segnalato la situazione alle istituzioni era stato, a giugno del 2017, Corrado Di Sante di Rifondazione comunista che, anche sulle pagine del Centro, aveva denunciato il disagio dei residenti di via Tavo, via Dora Baltea, via Dora Riparia, via Imera, costretti a vivere tra topi, scarafaggi, sterpaglie alte più di un metro e quella quantità enorme di cassette accatastate.
«Nove mesi fa», ricorda oggi Di Sante, «avevamo segnalato la gravità e la pericolosità della situazione a Comune di Montesilvano, Asl, vigili del fuoco e carabinieri forestali, anche tramite Posta elettronica certificata. Che cosa è stato fatto a distanza di 9 mesi? È solo un caso fortuito, legato alle condizioni meteo, che si sono evitati danni peggiori. Che cosa sarebbe accaduto con un incendio in piena estate o in una giornata di vento? È una vergogna».
Oltre alle cassette di legno, le fiamme hanno mandato in fumo anche diverso materiale plastico: per questo l’esponente di Rifondazione chiede che vengano effettuati i relativi controlli sulla qualità dell’aria da parte dell’Arta.
«Stavolta abbiamo evitato l’ennesima tragedia ma almeno non chiamatelo incidente o disgrazia, perché siamo di fronte alla solita incuria e negligenza», aggiunge Di Sante. «Ci auguriamo che stavolta chi aveva il compito di vigilare e intervenire si assuma le proprie responsabilità, che le autorità competenti intervengano, ma soprattutto che la vicenda sia da monito affinché non si ripeta né venga ripristinata una tale situazione di degrado».
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