Inceneritore, parte il ricorso alla Corte di giustizia Europea

27 Aprile 2018

PESCARA. Inceneritore in Abruzzo, il caso finisce davanti alla Corte di giustizia Europea. A ricorrere è il Tar del Lazio. Sono il sottosegretario della Giunta regionale, Mario Mazzocca, e Augusto De...

PESCARA. Inceneritore in Abruzzo, il caso finisce davanti alla Corte di giustizia Europea. A ricorrere è il Tar del Lazio. Sono il sottosegretario della Giunta regionale, Mario Mazzocca, e Augusto De Sanctis, del Forum H2O, a darne notizia. Il decreto Sblocca Italia del 2014 e il conseguente decreto attuativo pro-inceneritori del 2017, che impone un impianto anche per l'Abruzzo, potrebbero violare le normative comunitarie sulla gerarchia nella gestione dei rifiuti e sulla Valutazione Ambientale Strategica (Vas). Questi in sintesi i due motivi del ricorso. Recentemente il governo dimissionario ha impugnato il Piano regionale dei Rifiuti abruzzese, proprio sulla base del decreto pro-inceneritori sulla cui legittimità ha ora espresso dubbi la giustizia amministrativa. Il Tar Lazio ha infatti depositato un’ordinanza in relazione al ricorso dell'Associazione Verdi Ambiente e Società e dall'Associazione "Movimento Legge Rifiuti Zero per l'Economia Circolare".
«I giudici hanno valutato come fondate due eccezioni preliminari», spiega De Sanctis, «la difformità sul rispetto della gerarchia di gestione dei rifiuti tra la Direttiva europea 98/2008 e lo Sblocca Italia; e la mancanza della procedura di Valutazione Ambientale Strategica». In sintesi, la direttiva comunitaria mette al primo posto la riduzione, al secondo il riuso, al terzo il riciclo e solo al quarto l'incenerimento. «Perché il governo fa invece diventare strategici solo gli inceneritori e non gli altri impianti utili per riuso e riciclo?», interviene l’ambientalista. Sul secondo punto, interpretando ciò che scrivono i giudici: «Si impongono scelte alle regioni che non possono essere più discusse, proprio come avvenuto per l'Abruzzo che dovrebbe accettare l'inceneritore e basta», continua il Forum H2O che insieme a Nuovo Senso Civico ringrazia le due associazioni nazionali per aver sollevato davanti al Tar «gli stessi dubbi che avevamo esplicitato per lettera e per tempo al Ministero dell'Ambiente».
«Si fa sempre più debole la posizione del Governo che ha osservato il Piano Rifiuti della Regione Abruzzo perché non prevede inceneritori: il Tar del Lazio rimanda alla Corte di Giustizia Europea l’esame dell’articolo 35 dello Sblocca Italia (che imponeva di costruire anche in Abruzzo un inceneritore) perché in contrasto con la normativa dell’Unione Europea sui rifiuti», conferma Mazzocca, che aggiunge: «L’ordinanza del Tar Lazio rappresenta una conferma delle tesi da noi sostenute. Faremo valere questa ordinanza davanti alla Corte Costituzionale che dovrà pronunciarsi sul Piano Rifiuti della Regione Abruzzo». (c.s.)