Inceneritori, secco no di Marcozzi
Il dilemma rifiuti: la capogruppo dei 5 Stelle ribatte al governatore
PESCARA . Sono «preoccupanti per la salute degli abruzzesi», per la capogruppo del M5S in consiglio regionale, Sara Marcozzi, le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione, Marco Marsilio, sul tema degli inceneritori, durante la trasmissione “I fatti e le opinioni”, in onda venerdì sera su Rete 8. «Chiunque abbia vissuto la storia politica dell’Abruzzo», dice Marcozzi, «non si azzarderebbe mai a parlare ancora dell’utilizzo di inceneritori sul nostro territorio. Marsilio invece non perde occasione per dimostrare di essere il Presidente di una regione che non conosce. Mentre, negli anni passati, occupava il suo tempo dietro alle vicende romane, il MoVimento 5 Stelle in Abruzzo si schierava al fianco del popolo abruzzese nelle centinaia di battaglie per la protezione della nostra terra da qualsiasi minaccia, dalle trivelle agli inceneritori. Adesso è inaccettabile vedere che chi ha il dovere di occuparsi della nostra salute e del tema dei rifiuti continui imperterrito a parlare di termovalorizzatori, di pratiche obsolete e dannose».
La capogruppo M5S sottolinea che «il ministro dell’Ambiente Sergio Costa sta dando una svolta verde all’Italia, con politiche all’avanguardia in materia di riciclo, di riuso e di abbattimento della produzione dei rifiuti, mostrando sempre grande interesse per le vicende abruzzesi. Ci troviamo per questo in una situazione ideale per dare una sterzata definitiva alla nostra regione e proiettarla nel futuro, portando anche in Abruzzo il tema di un Green New Deal. E Marsilio, invece di guardare ai prossimi 50 anni, preferisce portarci indietro ».
Marcozzi richiama l’attenzione sui «numerosi studi che affermano come economia circolare e inceneritori non vadano d’accordo. Persino i Paesi del Nord Europa, chiamati astrattamente in causa in materia ambientale senza entrare nello specifico di ogni situazione, rischiano di non raggiungere gli obiettivi fissati sul riciclaggio in sede di Unione Europea a causa della loro eccessiva dipendenza dall’incenerimento. Non permetteremo più di metterci in casa ciò di cui non abbiamo bisogno: altro inquinamento», conclude Sara Marcozzi, «con tutti i conseguenti rischi per la salute della nostra gente». (c.s.)

