Incentivi dall’Europa per edilizia green e superbonus rafforzato

Fondi per l'efficienza e consumi intelligenti in bolletta: le anticipazioni Il Governo deve presentare a Bruxelles l’integrazione del RepowerEU
Un Superbonus rafforzato per l'edilizia green. Incentivi per l'efficienza energetica e consumi "intelligenti" in bolletta. Sono le tre misure allo studio del Governo nell'ambito della revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il documento, da presentare entro agosto a Bruxelles, dovrà contenere l’integrazione del capitolo RepowerEu con gli obiettivi di transizione ecologica, ma non si esclude che i tempi possano essere più brevi. Nuove risorse saranno destinate al potenziamento del Superbonus, rispetto alla versione attualmente in vigore, con il ritorno al 110% per famiglie meno abbienti e rimodulazione delle percentuali di accesso in base al reddito.
SUPERBONUS RAFFORZATO
Il progetto si inserisce nella revisione degli obiettivi di terza e quarta rata, su cui il Governo ha raggiunto un accordo con la Commissione europea. Al di là delle questioni tecniche, l’idea è quella di destinare nuove risorse per gli interventi di riqualificazione energetica e per i lavori antisismici. Due comparti che interessano da vicino l'Abruzzo. Per farlo, si pensa di riportare il Superbonus alla misura piena del 110% per gli incapienti, cioè quei cittadini che non hanno lo spazio fiscale per scontare in dichiarazione dei redditi la spesa effettuata. Per tutti gli altri resterebbe l’aliquota già prevista del 70%, da recuperare in rate decennali con il 730. L’agevolazione del 110% sarebbe, comunque, riservata a determinate tipologie di immobili: case popolari, condomini e residenze sanitarie assistite, con esclusione di villette e abitazioni singole.
EFFICIENZA ENERGETICA
In base a quanto emerso nel corso dei tavoli con le associazioni di categoria nell’ambito della Cabina di regia sul Pnrr, sono previsti anche nuovi incentivi per l’efficienza energetica e la transizione 5.0. Fra gli altri elementi allo studio del Governo, anche l’intenzione di inserire un intervento strutturale sulle bollette di luce e gas, con la riproposizione di un meccanismo incentivante e sconti in bolletta a fronte di scelte improntate alla sostenibilità energetica: i consumi intelligenti. La revisione degli investimenti del Pnrr permetterebbe di girare sul capitolo energetico tre miliardi di euro.
CREDITI INCAGLIATI
«Nell’incontro sul Pnrr il ministro per gli Affari europei e il Pnrr, Raffaele Fitto, ha fatto dei passaggi sull’intenzione di utilizzare il RepowerEU per gli incentivi al risparmio energetico, parlando di 3 miliardi per famiglie e imprese», ha detto l'Ance nazionale, che considera positivamente, «l'attenzione del governo sull'argomento, ma a patto che si trovi una soluzione sui crediti incagliati del Superbonus e su una proroga dei lavori già iniziati, perché i cantieri si sono fermati». Su questo tema, ci sarebbe una disponibilità del Governo a una proroga dei lavori per i vecchi cantieri del Superbonus. Una norma che, secondo l'Ance, «deve essere inserita già nel testo della manovra che entra in Parlamento a ottobre perché non si può aspettare fino al 31 dicembre per dare certezza alle imprese».
ESODATI SUPERBONUS
Si lavora anche per sciogliere il nodo dei cosiddetti "esodati del Superbonus" ovvero famiglie e imprese che hanno i crediti incagliati nei cassetti fiscali e che non riescono a riscuotere. Le proposte avanzate al Governo dalle associazioni di categoria riguardano proroghe fiscali per terminare i lavori. In particolare, più tempo per finire i lavori di efficientamento energetico o antisismico, la proroga del Durc (Documento unico di regolarità contabile), l'acquisto dei crediti fiscali da parte delle partecipate dirette dal ministero dell'Economia, una deroga al sequestro preventivo per i crediti fiscali e una moratoria per le posizioni pregresse per le quali chi non ha potuto onorare i debiti contratti è stato oggetto di azioni giudiziarie, un tasso calmierato per le operazioni di cessione crediti d’imposta, tax credit in 5 anni, arrivando fino a dieci anni su domanda, il frazionamento del bonus fiscale per vendere più facilmente i crediti e la certificazione crediti nel cassetto fiscale.

