Incentivi, prestiti e credito alle imprese: le proroghe

Rinnovate le agevolazioni pubbliche per le aziende e le attività produttive Previsti aiuti per transizione digitale, export, bonus ricerca e bonus al 110%
Incentivi per investimenti in beni strumentali, all’imprenditoria femminile e per la transizione 4.0 delle aziende, bonus Ricerca e sviluppo, voucher per l'export e la digitalizzazione delle pmi e superbonus 110%: sono le principali agevolazioni pubbliche per le imprese e le attività produttive che il Governo intende prorogare, rifinanziare e potenziare nel biennio 2021-2022, sfruttando anche le opportunità date dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Nel Recovery Plan è prevista anche la riforma degli incentivi alle imprese, che punta ad una maggiore selettività e ad erogare aiuti mirati. Con un duplice obiettivo: da un lato incentivare la crescita e sostenere l’economia, dall’altro supportare le aziende in difficoltà con bonus fiscali, aiuti di stato, ristori, indennizzi e misure di accesso al credito agevolato.
AIUTI E INCENTIVI
Entrando nel merito delle singole misure, ci sono strumenti destinati a permanere nel tempo, in quanto sostenibili per le casse dello Stato, ed altri di natura straordinaria, come il Superbonus 110%, il cui orizzonte temporale difficilmente andrà oltre il 2023, considerata l’onerosità della misura. Strada in discesa, invece, per il vasto programma di aiuti e incentivi alle imprese di natura statale e ministeriale. È quasi scontato un rinnovo per la Nuova legge Sabatini, con interventi migliorativi volti a sostenere piccoli e grandi investimenti delle pmi e degli incentivi per l’imprenditoria femminile, che gode di risorse dedicate nel Pnrr.
CREDITO D'IMPOSTA
Stesso discorso per i crediti d’imposta alle aziende per investimenti in ricerca e sviluppo e beni strumentali, strategici per un rinnovamento qualitativo importante del tessuto produttivo e industriale del Paese. Così come i bandi europei che trainano lo sviluppo tecnologico e gli investimenti innovativi. Un capitolo dedicato, a cui il Governo sta lavorando, è quello degli strumenti per dare liquidità alle imprese: garanzia Italia di Sace e il Fondo garanzia pmi hanno aiutato le aziende, in questo periodo di crisi economica, a tenersi a galla. Il credito agevolato è proprio una delle misure che il Governo andrà a prorogare.
MERCATO AGRICOLO
Tramite il portale Ismea dedicato ai giovani e alle donne aspiranti imprenditori agricoli, è possibile presentare un progetto di investimento all’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare per ottenere un mutuo a tasso zero fino al 60% della spesa ammissibile, a cui si aggiunge un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa. L’agevolazione mira al ricambio generazionale in agricoltura e dell’ampliamento di aziende agricole esistenti. Ismea finanzia, infatti, la realizzazione di progetti di sviluppo o consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo. Il bando si rivolge a micro, piccole e medie imprese agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni non compiuti ed alle donne di ogni età.
REQUISITI NECESSARI
In caso di subentro in un'azienda, le imprese agricole devono essere regolarmente costituite da non più di 6 mesi e devono avere sede operativa sul territorio nazionale, con l'azienda cedente attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana. In caso di ampliamento, invece, le imprese agricole devono essere attive e regolarmente costituite da almeno due anni, con sede operativa sul territorio nazionale, oltre ad essere economicamente e finanziariamente sane. L’investimento può arrivare fino a 1,5 milioni di euro mentre la durata del finanziamento oscilla dai 5 a 15 anni.
SPESE AMMISSIBILI
Lo studio di fattibilità è ammissibile nella misura del 2% del valore complessivo dell’investimento da realizzare, la somma delle spese relative allo studio di fattibilità, ai servizi di progettazione sono ammissibili complessivamente entro il limite del 12% dell’investimento da realizzare.
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